Con la testa fra le nuvole

head in the clouds

 

CON LA TESTA FRA LE NUVOLE

Mi capita spesso. O meglio, mi capita praticamente sempre. Potrei anche dire che non ho la testa fra le nuvole, ma la mia testa è proprio una nuvola. Un groviglio di milioni di pensieri, desideri, progetti, ricordi, storie ed emozioni che non c’entrano nulla con quello che sto facendo. Sto guidando e mi salta in mente un nuovo progetto fotografico. Sto facendo la doccia e mi ricordo l’espressione del viso della mia cuginetta. Sono a una riunione e mi viene in mente un nuovo dolce che potrei provare a fare. Sto leggendo un libro e mi vengono in mente tutte le cose che devo prendere al supermercato. Cammino per strada e la mia mente comincia a ideare storie impossibili.

Essenzialmente io sono qui, ma in realtà non sono qui.

 

 

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Che Dio salvi la Regina

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Che Dio salvi la Regina, l’America, i baci che il vento ha portato via, i jeans strappati e le Converse consumate. Che salvi gli adolescenti anarchici e rivoluzionari, la musica rock, i libri impolverati e le notti di sesso. I film che entrano nel cuore, l’odore del mare, la birra e i canti liberi urlati contro il cielo. I fogli di un quaderno stracolmo e l’inchiostro di una penna Bic. Che Dio protegga i sognatori, i delusi e gli egocentrici. Le canzoni d’amore, le giornate di sole, i grattacieli e le piccole cose, quelle più vere.

– Psychedelic.

Amore, gioia, gratitudine e…pogooo!!!

 

 

 

 

lemmaaaaaaaa

 

Per la musica potente che rimbombava nel cuore e sotto i piedi, per le due ore passate a pogare, per il caldo soffocante, per la schiena umida di Lemma sopra le nostre teste, per tutta la gente che urlava, sorrideva, cantava, saltava, per lo stupore nei vostri occhi per la donazione per i bimbi di Betlemme, per i sorrisi di Boston, per la grande amicizia, per le dure gomitate nelle gengive, per il grande amore che si respirava in quel minuscolo club, per l’odore di sudore, per le foto mosse, per quel “fottuto di numero 1” di Ricky che violentava la batteria, per il calore che mi è rimasto dentro tanto da non sentire nemmeno il vento e il freddo pungente delle 4 di mattino, e soprattutto per la gratitudine che si leggeva nei vostri occhi: GRAZIE della meravigliosa nottata!

I caught the sun

Luce – The Sun

Vi riporto quello che oggi ha scritto Team World riguardo all’uscita del nuovo disco dei The Sun, grande band italiana. Anche se band è un pò riduttivo 🙂
Davvero ne vale la pena di ascoltare questo album, non solo con le orecchie…

Esce oggi “Luce”, il nuovo album dei The Sun, portatore di un forte contenuto improntato sulla fede e sulla speranza.

Ispirato da un viaggio in Palestina nel novembre dello scorso anno, il gruppo ha sentito la necessità di trattare nelle nuove canzoni alcuni importantissimi temi come la vita dopo la vita, il coraggio, l’immortalità dell’anima, la gratitudine, l’amore per Dio e per l’umanità, la fede, la ricerca della felicità e la sessualità vissuta con amore.

«“Luce” è frutto di un cammino personale che ci ha portato oltre noi stessi: troverete anche le vostre storie, le vostre emozioni, le vostre parole, ciò che ci avete trasmesso e ciò che ci avete insegnato», così i The Sun raccontano il nuovo lavoro facendosi nuovamente portatori di un messaggio positivo che nasce dall’inestimabile fede ed amore per Dio.

“Luce” – in vendita su Team World Shop al prezzo di 14,90 euro (pagina acquisto) ed in download digitale su iTunes QUI – contiene 13 brani scritti da Francesco Lorenzi in collaborazione con Maurizio Baggio – produttore dell’album – Roberto Visentin, Michele Rebesco e Federico Poggipollini – storico chitarrista di Ligabue.

Ad aprire il disco è “Onda Perfetta, un invito alla consapevolezza che la felicità è a portata di mano, basta scegliere di vivere il presente e cavalcare quell’onda perfetta che arriva per tuttiI Giorni che Vogliamo è un vero e proprio inno alla vita, in cui la forza positiva e la voglia di guardare avanti devono caratterizzare ogni fase dell’esistenza di un uomo, non solo la giovinezza. Ne La Leggenda è racchiuso invece un omaggio a quelle persone che donano la loro vita per il bene dell’umanità ed è insieme un’appassionata dedica alla figura di Dio, che li ispira e li guida.

L’aridità del sesso “meccanico” e slegato dal sentimento e la capacità di riconoscersi “diversi” ma comunque felici, sono i temi affrontati rispettivamente in “Più del sesso” e “Outsider. Mentre il manifesto dell’esperienza che ha segnato profondamente il percorso della band è “Betlemme: nel novembre dello scorso anno Lorenzi e compagni vengono invitati in Palestina per suonare per un concerto per la pace contro il muro di segregazione eretto dallo stato di Israele. Un viaggio che li porta a incontrare e condividere con la gente del posto e a suonare ovunque, in ospedali, orfanotrofi, campi nomadi e addirittura presso checkpoint militari raccontato poi in un video report trasmesso sul blog www.francescolorenzi.it.

Nell’album c’è spazio anche per l’amore e la sua contemplazione, nel senso più ampio del termine, con i brani “Sogno dei miei sogni”, “Piccola Mia” e “Ciò che rimane; se le prime due canzoni sono ispirate alla meravigliosa esperienza che può legare due persone, la terza è un’aperta dedica ad un genitore e il ringraziamento per il bene che ha saputo insegnare e trasmettere.

In “Luce” ci sono anche temi come l’ottimismo della fede, la forza, il coraggio e la ricerca della verità che nei brani “Spiriti del Sole”, “Voglio Coraggio” e “Negli Occhi” trovano la loro massima espressione. Nei tre brani, infatti, in musica e parole, trovano spazio tutta la forza e l’energia positiva dell’incontro con l’altro che si trasforma in qualcosa di costruttivo, concreto per sé e la comunità intera. Non poteva infine mancare l’argomento caro ai credenti di tutto il mondo: la vita dopo la morte. Il brano “Indelebile” è ispirato alle ricerche dello psichiatra Brian Weiss che ha studiato migliaia di casi per confermare la tesi dell’immortalità dell’anima e al più potente dei messaggi di Gesù Cristo: l’esistenza dell’Aldilà che per alcuni è solo un fatto di Fede, mentre per chi crede è una certezza.

 

Immagini rubate alla tranquillità quotidiana

Bacio Rocher

 
In casa di lui.
Sto prendendo un bicchiere d’acqua quando lo sento entrare in cucina. Socchiude la porta scorrevole alle sue spalle.
“Ciao bellissima”
Quel bellissima mi rimbalza addosso e sembra andarsene via, è un aggettivo che non mi appartiene e lui lo sta usando inappropriatamente. Poi però quella parola arriva meglio alle mie orecchie, passa attraverso i timpani, attraverso i nervi, attraverso vene ed arterie, fino ad arrivare nel profondo dello stomaco, nel profondo dell’anima. La reazione delle mie budella non è delle migliori: sconquasso totale, la terza guerra mondiale ha inizio tra stomaco e intestino.
Mi giro lentamente e me lo ritrovo davanti con quel suo sorriso che sembra essere stato fatto apposta per essere baciato. Non so se identificarlo come Ferrero Rocher o Bacio Perugina.
Facciamo Bacio Rocher.
Bevo il bicchiere guardandolo negli occhi. Si avvicina a me, mettendomi con il didietro contro il lavandino. Sono bloccata. Da una parte il lavandino bagnato e dall’altra Bacio Rocher.
“Bellissima?!” chiedo con un tono come se non me ne fregasse affatto che lui mi abbia chiamata così.
Il suo sorriso diviene interrogativo. “Perché? Non va bene se ti chiamo così?”
Non va bene se mi chiami così?! Ti sembra una domanda da fare? È la parola più bella del mondo, è l’unica parola che vorrei che tu mi dicessi quando mi vedi. Non fare domande idiote, per piacere.
Ma non posso mica rispondergli così. Cioè. Voglio dire: io e lui non c’entriamo niente. Abbiamo due vite diverse, facciamo due vite diverse. Lui è un uomo fatto e finito, mentre io..beh, a volte non riesco nemmeno a capire da che parte ho la faccia e da che parte ho il culo. Non è una gran bella situazione.
Lo guardo: è alto poco più di me, capelli corti castani, occhiali, occhi marroni..cioè, non ha nulla di speciale, è un ragazzo come tutti gli altri, uno che la mattina si sveglia, va a lavorare in azienda, si fa le sue 8 ore stancanti, è un ragazzo simpatico, attacca bottone facilmente con tutti, torna a casa la sera, doccia, cena veloce, un paio di battute con i genitori e poi o finisce su Facebook a chattare o..beh, nota dolente della sua vita, esce con la ragazza. La sua nuova ragazza. Mi piace la sua normalità (trovare una persona normale oggi è come trovare un portafoglio pieno sul marciapiede) e la sua semplicità. Ma quell’ultimo punto, quel punto lì, quello in cui dico che esce con colei-che-non-deve-essere-nominata non va affatto bene.
Però io gli voglio bene e rispetto questa cosa. Ormai sono mesi che me ne sono fatta una ragione. O forse no. Forse in realtà spero ancora che lui venga a cercarmi prima o poi, che voglia riallacciare un contatto con me come ai vecchi tempi e che magari..chissà..magari un giorno potrà chiamarmi “bellissima” perché è veramente quello che pensa e non lo dirà così tanto per dire, come ha fatto adesso. Ma questi sono soltanto i classici “film in testa” di una ragazza.
“Dai, non fare la timida come al solito, tira su lo sguardo..”
Sorrido un po’ amaramente e alzo il viso. Lui si avvicina ancora di più e mi mette le mani sui fianchi.
Intanto la terza guerra mondiale si è ampliata: è arrivata fino al fegato e tra un po’ anche il pancreas verrà attaccato e quasi sicuramente disintegrato. L’intestino è già ingarbugliato da un bel pezzo.
“Ti da fastidio se ti chiamo così?”
“Preferivo quando mi chiamavi mostriciattolo..” dico. E il mio naso comincia a diventare lungo peggio di quello di Pinocchio. Ogni tanto mi accorgo che sono davvero brava a mentire.
“Perché?” mi guarda stupito. Ecco, una cosa che non mi piace di lui è che usa troppo spesso questa domanda. Perché? E che diavolo vuoi che ti risponda?! Sì, vorrei che tutte le volte che ci vediamo mi dicessi “Ciao bellissima” perché è una cosa che mi fa impazzire! No, non posso dirti così.
“Beh..” le frasi che iniziano con beh non vanno mai bene “..sai..” men che meno quelle che continuano con sai.. “..se dici bellissima a me, non voglio immaginare cosa dici alla tua ragazza..”
“Le dico la stessa cosa”
What?! No frena. Rewind, play: “Le dico la stessa cosa”. Confusione totale. Come quando un uovo si spacca e il tuorlo e l’albume cadono nella terrina facendo splash.
Lo guardo interrogativa e confusa. “Cosa intendi dire?”
“Intendo dire che siete bellissime tutte e due”
“Ma..lei è la tua ragazza..io no..” abbasso lo sguardo “..c’è qualcosa di diverso, sicuramente..”
“Sì, c’è qualcosa di diverso.” Mi fissa gli occhi. Ma non mi guarda gli occhi, ma dentro gli occhi, arriva fino all’anima, arriva fino a dove si sta consumando la terza guerra mondiale. Il pancreas si mette sulla difensiva, ma non sembra che durerà ancora molto. E questo lui lo vede. Lo sente. Lo percepisce.
“C’è che lei è bella” Già, e io invece non valgo niente. Ti sono stata vicina per qualche anno, mi chiamavi disperato e mi mandavi messaggi dicendo che avevi bisogno di una donna accanto a te – e io ero lì per te – dicevi che ne soffrivi molto, dicevi che eri invidioso dei tuoi amici che magari sono già anche sposati e che poi..
“Mentre tu sei bellissima”
Alzo lo sguardo, allibita. Rifaccio ancora una volta rewind e di nuovo play: “Mentre tu sei bellissima” sì, non sono sorda, ha detto così. Certo, nella mia pancia c’è la terza guerra mondiale, fa parecchio casino, ma quello che ha detto l’ho capito bene. Bellissima..sì sì, ha detto così..
La terza guerra mondiale sembra per un attimo fermarsi. È tutto in pappa ormai. Tutto: stomaco, intestino, fegato, pancreas. Polmoni sono stati tirati un poco in ballo e anche cuore c’ha messo la sua parte. Ma ormai è tutto sbriciolato, tutto in pezzettini.
Deglutisco il più piano possibile, per non farmi sentire da lui che ormai è a due centimetri da me.
“E come mai stai insieme a una che è bella e non bellissima?” domanda idiota. Idiota. Idiota. Idiota.
“Così. Volevo vedere la tua reazione. Volevo capire se tu..beh..” ripeto: una frase col beh non è mai buon segno. E ciò mi preoccupa un po’. Anzi, molto.
Diventa rosso. Sì sì, le sue guance sono in fiamme. È raro che diventi bordeaux. E così è anche più bello.
Approfitto del suo momento di debolezza “Volevi capire se io, cosa?”, dico arrogante.
Mi guarda in faccia, negli occhi, nell’anima. Sia i suoi che i miei brillano di luce propria. Ridono e saltano.

 

Telecronaca di una guerra non annunciata: cuore, infine, – quell’infame! – ha sganciato la bomba nucleare e ha fatto fluire fuori di sé tutte le sue emozioni che fino ad allora erano state nascoste.
Le sue braccia forti mi cingono la schiena. Bacio Rocher si scioglie sulla sua vittima. La sua bocca si stampa sulla mia, con una forza tale che quasi fa male. Ma questo male è il più bello del mondo. È la bomba nucleare più potente che sia mai stata creata, è – come si dice – una vera bomba. Una dolcissima bomba. Le sue mani calde dietro il collo sono il fumo a forma di fungo che lascia la bomba. Beh, l’immagine non è delle migliori. Diciamo che è la ciliegina sulla torta, così è più dolce.
Appoggia la nuca sulla mia e mi guarda ancora negli occhi. È strano come io riesca a sostenere il suo sguardo. “Beh..volevo riuscire a capire se tu sei innamorata di me”
Rettifico: le frasi che iniziano col beh non sono sempre un fiasco totale. Questa, ad esempio, è una frase che iniziata col beh ha decisamente il suo fascino.
“Volevo vedere se diventavi gelosa, se facevi le scenate anche di fronte a lei, se mi avessi preso a calci e pugni come fai a volte, se non mi avessi più parlato..”
Non capisco se sono innamorata di un ragazzo normale, o di un completo folle. E glielo dico. Lui scoppia a ridere. “Probabilmente di entrambi. A me basta sapere che tu pensi a me..”
Non credo che riuscirò mai a capire le strategie d’amore, ammesso che così si possa chiamare. Cioè, tu volevi sapere se io ero innamorata di te e allora che hai fatto? Ti sei messo con un’altra per 5 mesi, vacanze insieme, a letto insieme, ristoranti e uscite con gli amici insieme. Tutto questo per vedere la mia reazione?!
Devo rettificare un’altra volta: lui non è normale, è folle. Decisamente folle.
“Stronzo”
E stavolta sono io che lo prendo per il collo e trascino Bacio Rocher sulla mia bocca sorridente.