Gente da panificio: lo sbriciolone

Andando avanti con la serie “gente da panificio”, in negozio entrava tutti i giorni il signor Buffoli. O meglio: entrava, ma solo con la testa. Lo vedevo arrivare da lontano, in mezzo alla piazza di fronte alla forneria, con il suo giubbotto rosso slavato, i radi capelli grigi, occhiali dalla montatura nera sottile e un sorriso con i denti un pò storti. Saliva i tre gradini sotto il portico per entrare in negozio e si fermava con i piedi appena fuori dall’ingresso. Metteva dentro la testa, si guardava intorno, sorrideva alla mia collega e raramente anche a me, e poi diceva che sarebbe passato dopo a prendere il suo solito pane e magari qualcos’altro, se gli ispirava. Tutti i giorni la stessa tiritera, tutti i giorni a ripeterci che sarebbe passato più tardi a ritirare il suo sacchetto e forse a prendere un dolcetto, che alla fine non prendeva quasi mai. Cacciava dentro la testa in negozio e si guardava intorno come se in tanti anni non lo conoscesse nei minimi dettagli. E passava sempre alle 8.30 del mattino, per dire che sarebbe ripassato dopo, sapendo che il suo pane non era ancora stato sfornato. Ma che ci vieni a fare così presto in negozio se sai che quello che hai ordinato non c’è ancora?! Non potresti startene comodo a casa nel letto a poltrire come tutti gli anziani e uscire di casa dopo?! Mah.

Ho capito da subito che era un tipo strano, che tentava di fare lo spiritoso con noi giovani ragazze, ma senza successo. Un pomeriggio – già strano di per sé perchè lui non veniva nel pomeriggio – è arrivato camminando lento lento, aggirandosi per la piazza come se stesse decidendo il da farsi, ma era palese anche per un cieco che puntava ai dolci del negozio. E’ entrato, sempre con fare guardingo, mi ha sorriso e fa “Mah…vediamo se mi ispira qualcosa…” come diceva sempre. Dopo una lunga indecisione, fa una faccia sospettosa e indica una monoporzione “Quella che roba è?” gli rispondo che è la torta sbrisolona. Non molto convinto, mi dice comunque di dargliene una per provarla. Prende il suo sacchettino e se ne va. Dopo due minuti torna indietro “Ma signorina! Mi ha venduto una torta che sbriciola tantissimo!” e io sono rimasta basita. Ma sei serio?! Non riuscivo a capire se mi prendeva in giro o no; ho detto che era un tipo strano. “Eh…sì…si chiama torta sbrisol…” “Aaah! Sììì! Ceertoo! Se si chiama sbrisolona un motivo ci sarà, nooo? Ahahaha!” s’è messo a ridere da solo, ha girato i tacchi e se n’è andato. E io sono rimasta lì così, basita. Mah.

Annunci