Here is life

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Luce – The Sun

Vi riporto quello che oggi ha scritto Team World riguardo all’uscita del nuovo disco dei The Sun, grande band italiana. Anche se band è un pò riduttivo 🙂
Davvero ne vale la pena di ascoltare questo album, non solo con le orecchie…

Esce oggi “Luce”, il nuovo album dei The Sun, portatore di un forte contenuto improntato sulla fede e sulla speranza.

Ispirato da un viaggio in Palestina nel novembre dello scorso anno, il gruppo ha sentito la necessità di trattare nelle nuove canzoni alcuni importantissimi temi come la vita dopo la vita, il coraggio, l’immortalità dell’anima, la gratitudine, l’amore per Dio e per l’umanità, la fede, la ricerca della felicità e la sessualità vissuta con amore.

«“Luce” è frutto di un cammino personale che ci ha portato oltre noi stessi: troverete anche le vostre storie, le vostre emozioni, le vostre parole, ciò che ci avete trasmesso e ciò che ci avete insegnato», così i The Sun raccontano il nuovo lavoro facendosi nuovamente portatori di un messaggio positivo che nasce dall’inestimabile fede ed amore per Dio.

“Luce” – in vendita su Team World Shop al prezzo di 14,90 euro (pagina acquisto) ed in download digitale su iTunes QUI – contiene 13 brani scritti da Francesco Lorenzi in collaborazione con Maurizio Baggio – produttore dell’album – Roberto Visentin, Michele Rebesco e Federico Poggipollini – storico chitarrista di Ligabue.

Ad aprire il disco è “Onda Perfetta, un invito alla consapevolezza che la felicità è a portata di mano, basta scegliere di vivere il presente e cavalcare quell’onda perfetta che arriva per tuttiI Giorni che Vogliamo è un vero e proprio inno alla vita, in cui la forza positiva e la voglia di guardare avanti devono caratterizzare ogni fase dell’esistenza di un uomo, non solo la giovinezza. Ne La Leggenda è racchiuso invece un omaggio a quelle persone che donano la loro vita per il bene dell’umanità ed è insieme un’appassionata dedica alla figura di Dio, che li ispira e li guida.

L’aridità del sesso “meccanico” e slegato dal sentimento e la capacità di riconoscersi “diversi” ma comunque felici, sono i temi affrontati rispettivamente in “Più del sesso” e “Outsider. Mentre il manifesto dell’esperienza che ha segnato profondamente il percorso della band è “Betlemme: nel novembre dello scorso anno Lorenzi e compagni vengono invitati in Palestina per suonare per un concerto per la pace contro il muro di segregazione eretto dallo stato di Israele. Un viaggio che li porta a incontrare e condividere con la gente del posto e a suonare ovunque, in ospedali, orfanotrofi, campi nomadi e addirittura presso checkpoint militari raccontato poi in un video report trasmesso sul blog www.francescolorenzi.it.

Nell’album c’è spazio anche per l’amore e la sua contemplazione, nel senso più ampio del termine, con i brani “Sogno dei miei sogni”, “Piccola Mia” e “Ciò che rimane; se le prime due canzoni sono ispirate alla meravigliosa esperienza che può legare due persone, la terza è un’aperta dedica ad un genitore e il ringraziamento per il bene che ha saputo insegnare e trasmettere.

In “Luce” ci sono anche temi come l’ottimismo della fede, la forza, il coraggio e la ricerca della verità che nei brani “Spiriti del Sole”, “Voglio Coraggio” e “Negli Occhi” trovano la loro massima espressione. Nei tre brani, infatti, in musica e parole, trovano spazio tutta la forza e l’energia positiva dell’incontro con l’altro che si trasforma in qualcosa di costruttivo, concreto per sé e la comunità intera. Non poteva infine mancare l’argomento caro ai credenti di tutto il mondo: la vita dopo la morte. Il brano “Indelebile” è ispirato alle ricerche dello psichiatra Brian Weiss che ha studiato migliaia di casi per confermare la tesi dell’immortalità dell’anima e al più potente dei messaggi di Gesù Cristo: l’esistenza dell’Aldilà che per alcuni è solo un fatto di Fede, mentre per chi crede è una certezza.

 

Comunque li sente anche se non li esprimo a voce

 
Se io ne avessi meno, di pudore, mi metterei a pregare. Ma sono sicuro che c’è la fila, davanti a qualche io, di gente che si fa viva solo quando ne ha bisogno o è disperata e chiede qualche tipo di miracolo. Promesse di grandi cambiamenti e pentimenti. In cambio. Come se di quel baratto lassù se ne facessero qualcosa. 
Io pentimenti no, ma proponimenti ne faccio a voglia.
Non tanto a lui – che comunque se c’è li sente anche se non li esprimo a voce – quanto a me.
 
Pioggia di stelle – Il rumore dei baci a vuoto
Luciano Ligabue
 

In una serata di primavera

 
La pace di starsene in camera
Da sola, col sorriso
 
Col silenzio
Con la finestra spalancata
Con la luce spenta
Con i piccoli rumori di passi della gente che torna a casa
Con i piccoli suoni degli uccelli che tornano al nido
Con il fruscio delle auto dell’autostrada in lontananza
 
Una timida stella fa capolino da lontano
 
Semplicemente con te stessa
In una serata di primavera

Roberto Benigni a Che tempo che fa

Non ho mai sentito una persona ripetere la parola “bellezza” così tante volte. Tanta stima 🙂

Roberto Saviano – Che tempo che fa

Il meraviglioso discorso di ieri sera…

Scarpette rosse: perché?

 

La poesia delle scarpette rosse di Joyce Lussu la conosciamo tutti e io trovo che sia la più bella poesia sull’olocausto mai scritta. E’ una poesia sentita, vera e, anche se cruda nella sua realtà, orribilmente vera.

Tutti gli anni, il giorno della memoria, rifletto su ciò che è accaduto e mi chiedo perché. Perché è successo. E la risposta non la trovo mai. Forse semplicemente per il fatto che la risposta non c’è. O non la si può trovare razionalmente.

Ognuno di noi sa a cosa porta l’autocrazia, eppure se un giorno dovesse arrivare qualche altro despota con manie di grandezza e, soprattutto, con grandi malattie mentali, noi non sapremmo ribellarci. Ci inginocchiremmo e la storia si ripeterebbe d’accapo.

E qui torna la domanda d’inizio: perché?

 
Chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini