Se una persona dorme tanto, è triste.

Ogni persona ha un suo equilibrio. Se questo equilibrio viene compromesso c’è qualcosa che non va. Una persona sana, fisicamente e mentalmente, riesce a dare il giusto spazio ad ogni cosa nella sua vita. Dorme bene, vive pienamente… ma più il suo equilibrio è leso più questa routine viene compromessa. A ledere il nostro equilibrio sono gli sterminati fattori esterni che quotidianamente ci mettono a dura prova. Delusioni, fallimenti, sogni svaniti… sono tutte componenti di un caos mentale ed emotivo che ci arrecano danno. I più forti reagiscono… ma per rientrare in questa fortunata élite occorre avere un carattere poco sensibile. Per i più dolci di cuore si sa… tutto è amplificato, soprattutto i dolori… e allora si cerca di contrastarli come meglio si può… e qualcuno si rifugia nel tepore del proprio letto. Dormire infatti aiuta a staccare la mente, a evitare di pensare.

In una società basata ormai quasi prevalentemente sull’apparenza, oggi, si tende a dare più importanza a come una persona appare. Anche se, come tutti sappiamo…, la realtà è esattamente opposta: le persone fredde sono in realtà le più sensibili… le persone nervose… arrabbiate… sono le più fragili, quelle silenziose sono quelle che avrebbero più da dire. In genere è la delusione a far sì che le persone costruiscano sui loro volti delle maschere… maschere per difendersi, maschere per piacere di più, maschere che alla fine, prendono il posto dei nostri stessi volti. Ecco perchè questa psicologa, di cui però non si conosce l’identità, ha perfettamente ragione… leggete:

Se una persona dorme tanto, è triste.

Se una persona parla poco, ma veloce, è perché si tiene molte cose dentro.

Se una persona non riesce a piangere, è debole.

Se una persona mangia in una maniera assurda, è nervosa.

Se una persona piange per ogni minima cosa, è innocente e di buon cuore.

Se una persona si arrabbia per cose sciocche, ha bisogno di amore.

Se una persona ride molto, anche per le cose più stupide, si sente molto sola.

Prima di giudicare qualcuno, cerca di comprenderlo.

– T. Tucci

Here is life

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Carnevale Venezia

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© Simmy

The pretender

What if I say I’m not like the others?
What if I say I’m not just another one of your plays?
You’re the pretender
What if I say I will never surrender?

Ciò che odio.

Odio gli oggetti appuntiti.
Odio i professori che ti assegnano 20 pagine da studiare senza aver spiegato, dicendo “Domani interrogo”.
Odio le paranoie.
Odio la falsità.
Odio Hello Kitty.
Odio i computer.
Odio il beige.
Odio i falsi sorrisi.
Odio il calcio.
Odio la scuola, che non insegna mai niente di praticamente utile alla tua vita.
Odio l’inverno.
Odio le persone spavalde.
Odio le persone che hanno un posto di lavoro, pur non avendo mai studiato.
Odio i bulli.
Odio le parole buttate al vento.
Odio chi non mi sa ascoltare. 
Odio chi non mi guarda negli occhi mentre gli parlo.
Odio i libri thriller.
Odio le persone false.
Odio i baci di circostanza.
Odio chi mi dice “Sì perché di sì” o “No perché di no”.
Odio chi fa domande inutili, tanto per dire qualcosa.
Odio le gonne.
Odio i gatti.
Odio gli spinaci.
Odio la falsa sordità.
Odio il freddo.
Odio il perbenismo.
Odio i libri dal titolo “100 modi per trovare l’anima gemella” o “101 modi per dimenticare il tuo ex”.
Odio le coppiette sdolcinate.
Odio i pregiudizi.
Odio il matrimonio.
Odio la politica.
Odio le scarpe coi tacchi.
Odio l’economia.
Odio la chimica.
Odio i cessi degli autogrill.
Odio chi mi dice “Oh mi dispiace” senza aggiungere altro.
Odio il tedesco.
Odio sciare.
Odio i costumi da bagno.
Odio i broccoli.
Odio Berlino.
Odio chi suona in playback.
Odio la “musica” afro.
Odio le ballerine.
Odio il rumore del campanello di casa mia.
Odio i bimbi/e minchia.
Odio chi si droga.
Odio le macchine gialle.
Odio le discoteche.
Odio chi si mette i pantacollant con due tronchi al posto delle gambe.
Odio i navigatori satellitari.
Odio l’odore del caffè.
Odio i capelli bagnati nel lavandino e nella doccia.
Odio i giri di parole.
Odio gli occhiali a mosca.
Odio chi mi prende in giro.
Odio le cose complicate.
Odio il medioevo.
Odio chi dice di essere mio amico, e invece non lo è.
Odio chi mi risponde con un “Hmm.”
Odio chi se ne approfitta di me.
Odio chi fuma.
Odio gli orecchini.
Odio i voti a scuola.
Odio gli esami.
Odio la mancanza d’aria.
Odio gli occhiali che si oscurano al sole.
Odio i bambini vestiti di tutto punto al ristorante.
Odio chi urla sul pullman la mattina alle 7.30.
Odio il GF.
Odio chi va in discoteca senza saper ballare.
Odio le foto che vengono sempre male ad un concerto.
Odio chi sputa per terra.
Odio gli uomini che si rasano i peli del petto.
Odio i bambini che strillano senza motivo.
Odio chi dice che ti ama davvero, ma..

Una persona vera.

 
 
Non ce n’è. Tu incontri una persona, una persona come tante. Non ti interessa nemmeno, è una persona fuori dalla tua vita, che
c’entra con te? Poi, non sai il perché e il per come, ti ritrovi con dei pezzettini della sua vita in mano. Scopri che non era affatto la persona che pensavi: è decisamente migliore. È la persona che cercavi da molto tempo, ma che non avevi mai trovato. Ti sembra incredibile che questa persona esista. È un sogno? No. Lui è lì davanti a te e ti sorride, come per dirti “Ciao, questo
sono io, in tutta la mia verità”. E allora quella persona che inizialmente non aveva suscitato alcun interesse in te, comincia ad essere più importante. Sempre di più e sempre di più. Lo scopri piano piano, e continuamente ti trovi a pensare che è assolutamente la persona che cercavi. Una persona sincera, una persona semplice, una persona con i suoi sogni e le sue ansie, una persona assolutamente normale e folle allo stesso tempo. Una persona vera in mezzo a questo mare di adulti falsi da capo a piedi. Sei attratta da lui, vorresti scoprire quello che pensa la mattina appena sveglio, mentre lavora, mentre sogna. Le vostre due anime si stanno avvicinando sempre di più e siete felici di scoprirvi l’un con l’altra. I sorrisi e le occhiate di intesa non mancano mai.
 
 
D’un tratto non lo senti più. Non lo senti più. Non riesci più a sentire la sua voce in mezzo a quella degli altri. Non riesci più
a sentire la sua risata in mezzo al caos. Non riesci più a sentire il battito del suo cuore in mezzo a quello degli altri sette miliardi di persone su questa dannata Terra. Dove sei? Dove sei? Si è allontanato. Si è buttato nella mischia. Ora fa parte della Gente. O della Plebaglia. È diventato una persona come tutte le altre. Non ha più niente di speciale, il suo cuore ha rallentato il ritmo, il suo sorriso è tirato, i suoi nervi sono a fior di pelle, il suo modo di fare è completamente falso. La persona che avevi conosciuto non esiste più. Ormai è come Loro. Come loro, i grandi adulti che si comportano come le pecore. Come i grandi adulti che non fanno quello che gli tocca l’anima, ma quello che fanno gli altri. Come i grandi adulti che sono finiti in una società che fa schifo. Come i grandi adulti che non aspettano altro che morire.
 
 
E ti ritrovi così, infine, seduta in mezzo al vuoto, con le gambe strette al petto, qualche lacrima amara sulla bocca, a guardare il Sole, che è diventato il tuo unico punto fisso, l’unico punto da dove puoi attingere Vita e Calore. È ora di smetterla di credere alle belle favole: le persone sono tutte uguali, anche se ti dicono “Io sono una persona vera”.
 

Maschere.

È assurdo. È assurdo come tutti i maledetti giorni devi creati un’immagine di te stessa che non è tua. È incredibile il modo in cui bisogna sempre portarsi in giro una maschera. Una maschera? Per farne cosa? Per nascondersi, fondamentalmente. Per paura. Per la paura di essere scoperta, per la paura di essere messa a nudo da persone che ti terrorizzano, per evitare che trovino i tuoi punti deboli e ti massacrino l’anima. E così ti crei una vita che non è tua, portando in giro un falso sorriso che non è tuo, ti vesti con quello che va di moda, senza però sentirti comoda in quegli abiti. E infine, prima di uscire di casa, indossi quella lurida maschera che ti nasconde al mondo.

Voglio trovare qualcuno che sappia vivere senza maschera, che sappia vivere senza nascondersi da niente e da nessuno, che sappia mostrarsi così com’è, con i suoi pregi e i suoi difetti. Voglio trovare una persona che sappia guardare oltre la mia maschera e che sappia vedere che dentro ai miei occhi lucidi, c’è molto di più di quello che sembra.

 

Simmy.