Due grandi amori

Dicono che durante la nostra vita abbiamo due grandi amori. Uno con il quale ti sposerai o vivrai per sempre, può essere il padre o la madre dei tuoi figli: con questa persona otterrai la massima comprensione per stare il resto della tua vita insieme. E dicono che c’è un secondo grande amore, una persona che perderai per sempre. Qualcuno con cui sei nato collegato, così collegato, che le forze della chimica scappano dalla ragione e ti impediranno sempre di raggiungere un finale felice. Fino a che un giorno smetterai di provarci, ti arrenderai e cercherai un’altra persona che finirai per incontrare. Però ti assicuro che non passerà una sola notte senza aver bisogno di un altro suo bacio, o anche di discutere una volta in più. Tutti sanno di chi sto parlando, perché mentre stai leggendo queste righe, il suo nome ti è venuto in mente. Ti libererai di lui o di lei e smetterai di soffrire, finirai per incontrare la pace, però ti assicuro che non passerà un giorno in cui non desidererai che sia qui per disturbarti. Perché a volte si libera più energia discutendo con chi ami, che facendo l’amore con qualcuno che apprezzi.

– Paulo Coelho

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Né di vivere né di morire

Ero in una piccola stanza quadrata completamente bianca e vuota. C’erano solo tre sedie di legno e quattro persone: tre ragazze sedute sulle sedie e una donna in piedi di fronte a loro. Io ero una di quelle ragazze e le altre due erano mie amiche. Guardavamo la signora in silenzio. La signora guardava noi in silenzio. Voleva ucciderci. Due di noi sarebbero morte sgozzate, l’altra strangolata con una cordicella. Nel giro di un secondo ho visto il collo delle mie due amiche ricoprirsi di sangue e i loro corpi stramazzare a terra con la gola tagliata. Quella strangolata sarei stata io. La signora mi mette la cordicella intorno al collo e comincia a stringere. Strige, stringe, stringe. Io tengo le mani sulle sue e non oppongo resistenza. Non muoio. Allora la signora mi guarda e mi dice che mi sarei dovuta arrangiare. Avrei dovuto uccidermi da sola. Per paura prendo la cordicella e continuo a stringere ma non muoio. Terrorizzata dalla signora che mi guarda, faccio finta di morire. Cado a terra, cerco di tenere gli occhi spalancati, trattengo il fiato e resto immobile. Ma la signora continua a fissarmi. Mi fissa, dritta dentro agli occhi. Dopo poco non ce la faccio più, sbatto le palpebre e respiro. La signora chiude le dita a pugno e si avventa contro di me.

Peccato che questo non sia solo un incubo generato dalla mia mente malata durante le ore notturne, ma la pura realtà in cui vivo. Non ho il coraggio di ribellarmi alla stretta della cordicella intorno al collo, ma nemmeno il coraggio di tirarla fino in fondo e morire. Non ho voglia né di vivere né di morire. Quindi lasciatemi in pace.

Here is life

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È come se avessi fame di qualcosa che non posso mangiare

Mi sono svegliata male. Con l’ansia. Mi manca il fiato, ma non è colpa delle coperte pesanti che mi coprono il viso. Devo addirittura pensare di respirare. I miei pensieri sono talmente tanti e talmente confusi, che il mio cervello non riesce a far funzionare i polmoni automaticamente, ma ci devo pensare. È una sensazione bruttissima. Sento che mi manca qualcosa, o forse qualcuno. Come quando si ha qualcosa sulla punta della lingua ma non si riesce a dirlo, e si continua a pensare a quella maledetta parola che non esce dalla bocca, e si diventa matti a continuare a pensarci. Come quando cerchi di ricordare qualcosa di importante, ma non ci riesci proprio, e non dormi la notte per cercare di ricordare. Mi sento come un puzzle al quale manca un tassello, ma questo tassello non posso andare a cercarlo sotto il divano o sotto il tappeto come facevo da piccola. Sento che non sono completa. La mancanza è una brutta sensazione. Più che altro è brutta la sensazione di non poter colmare quel vuoto. Come quando verso mezzogiorno hai fame e il tuo stomaco reclama, ma la pasta non è ancora cotta e la carne è ancora cruda, e non puoi tappare quella dannata fame. È come se avessi fame di qualcosa che non posso mangiare. Eppure quella cosa che mi manca sento che è indispensabile. Mi manca, ne ho bisogno, anche se non so cosa sia, ma la voglio.

 

All in all you’re just another brick in the wall

Anzi no. Non me ne sono andata via col “sorriso che mi bagnava le labbra”. Avrebbe potuto essere una bella frase conclusiva di questa storia, quasi poetica. Ma pronunciando quel “Ciao” – che poi non era un semplice “ciao” ma un triste “addio” nascosto dietro un timido “ciao” – la voce mi si è incrinata, non sono nemmeno riuscita a guardarlo negli occhi, e ho fatto un finto sorriso. Non so se sorridevo per mascherare la tristezza, per farmi forza, o se sorridevo per l’autocommiserazione della mia assoluta idiozia. – Idiozia, bambinaggine o completa inutilità della mia fottuta grande capacità di farmi film mentali, chiamatela come volete. – L’unica cosa che mi ha completamente inondato la faccia erano lacrime amare di tristezza. Lacrime che si sono fuse con la matita e il mascara e il phard, così che poi sembravo un panda con una crisi di nervi per astinenza da bambù. Anche se in realtà – ovviamente – la cosa che mi manca di più in questi giorni non è il bambù – che deve essere qualcosa di veramente schifoso; mi chiedo come diamine facciano i panda a ingozzarsene, vabbè – ma il suo profumo. Profumo di deodorante Dove, da uomo, quello spray con la bomboletta grigia e la scritta azzurro chiaro, deodorante che, se non fosse da uomo, me lo mangerei tanto che è buono. Sia chiaro: non è una storia d’amore, è solo una storia. I fili tessuti tra di noi erano talmente sottili che credo che quello che si era creato non si possa nemmeno definire “amicizia”. Tuttavia il suo profumo era inebriante e il calore delle sue mani che a volte sfioravano le mie era…mah, non c’è un aggettivo per definirlo. Sì, insomma, piacevole come quando qualcuno che ti sta a cuore ti prende per mano e ti sorride.

La cosa peggiore è stata rendersi conto che io sono una come tante altre. C’è stato un momento in cui avevo creduto di essere speciale, ho sempre sperato di conoscere qualcuno che mi veda come una persona diversa, come una persona con qualcosa in più, ma evidentemente è una speranza vana, uno dei classici sogni nel cassetto che dovrebbero essere presi, tirati fuori da quel maledettissimo cassetto, scaraventati nel cestino e portati direttamente al macero. E’ triste rendersi conto di entrare nella vita di una persona, passarci un pò di tempo insieme, magari si sta anche bene insieme, e poi all’improvviso finisce tutto, le nostre vite non hanno più niente in comune, forse non lo hanno mai avuto, ti senti una come tante altre, scivoli fuori dalla sua vita senza far rumore, senza lasciar traccia. Così, pum, finito. Si borbotta un “Ciao, ci vediamo” pur essendo completamente consapevoli che quello è un “Addio, non ci rivedremo mai più”, e la vita va avanti, così, come nulla fosse, come se niente fosse mai accaduto. E’ triste constatare come due vite di incrociano e poi se ne vanno per la loro maledetta strada.

I Pink Floyd cantavano “All in all you’re just another brick in the wall”, ma – cazzo! – non è così, non può essere così!

Gone too soon

Ti voglio bene, te ne ho sempre voluto..grazie di tutto..

In the blink of an eye, I never got to see goodbye

Hey there now, where’d you go?
You left me here, so unexpected 
You changed my life, I hope you know
Cause now I’m lost, so unprotected
In the blink of an eye, I never got to see goodbye

Like a shooting star, flying across the room
So fast, so far
You were gone too soon
You’re part of me and I’ll never be the same 
Here without you 
You were gone too soon

You were always there like a shining light
On my darkest days, you were there to guide me
Oh, I miss you now
I wish you could see
Just how much your memory will always mean to me
In the blink of an eye, I never got to see goodbye

Like a shooting star, flying across the room
So fast, so far
You were gone too soon
You’re part of me and I’ll never be the same
Here without you
You were gone too soon

Shine on, shine on
Until a better place
Shine on, shine on,
Will never be the same
Shine on, shine on

Like a shooting star, flying across the room
So fast, so far
You were gone too soon
You’re part of me and I’ll never be the same
Here without you

You were gone too soon
Shine on, shine on

 

Ogni lacrima una cascata

 
Mi guardo da lontano.
Che fai?
Piangi?
Non sono io.
Non lo sono mai stata.
La matita nera cola.
La speranza scivola via.
Ogni lacrima una cascata.