Amore, gioia, gratitudine e…pogooo!!!

 

 

 

 

lemmaaaaaaaa

 

Per la musica potente che rimbombava nel cuore e sotto i piedi, per le due ore passate a pogare, per il caldo soffocante, per la schiena umida di Lemma sopra le nostre teste, per tutta la gente che urlava, sorrideva, cantava, saltava, per lo stupore nei vostri occhi per la donazione per i bimbi di Betlemme, per i sorrisi di Boston, per la grande amicizia, per le dure gomitate nelle gengive, per il grande amore che si respirava in quel minuscolo club, per l’odore di sudore, per le foto mosse, per quel “fottuto di numero 1” di Ricky che violentava la batteria, per il calore che mi è rimasto dentro tanto da non sentire nemmeno il vento e il freddo pungente delle 4 di mattino, e soprattutto per la gratitudine che si leggeva nei vostri occhi: GRAZIE della meravigliosa nottata!

Luce – The Sun

Vi riporto quello che oggi ha scritto Team World riguardo all’uscita del nuovo disco dei The Sun, grande band italiana. Anche se band è un pò riduttivo 🙂
Davvero ne vale la pena di ascoltare questo album, non solo con le orecchie…

Esce oggi “Luce”, il nuovo album dei The Sun, portatore di un forte contenuto improntato sulla fede e sulla speranza.

Ispirato da un viaggio in Palestina nel novembre dello scorso anno, il gruppo ha sentito la necessità di trattare nelle nuove canzoni alcuni importantissimi temi come la vita dopo la vita, il coraggio, l’immortalità dell’anima, la gratitudine, l’amore per Dio e per l’umanità, la fede, la ricerca della felicità e la sessualità vissuta con amore.

«“Luce” è frutto di un cammino personale che ci ha portato oltre noi stessi: troverete anche le vostre storie, le vostre emozioni, le vostre parole, ciò che ci avete trasmesso e ciò che ci avete insegnato», così i The Sun raccontano il nuovo lavoro facendosi nuovamente portatori di un messaggio positivo che nasce dall’inestimabile fede ed amore per Dio.

“Luce” – in vendita su Team World Shop al prezzo di 14,90 euro (pagina acquisto) ed in download digitale su iTunes QUI – contiene 13 brani scritti da Francesco Lorenzi in collaborazione con Maurizio Baggio – produttore dell’album – Roberto Visentin, Michele Rebesco e Federico Poggipollini – storico chitarrista di Ligabue.

Ad aprire il disco è “Onda Perfetta, un invito alla consapevolezza che la felicità è a portata di mano, basta scegliere di vivere il presente e cavalcare quell’onda perfetta che arriva per tuttiI Giorni che Vogliamo è un vero e proprio inno alla vita, in cui la forza positiva e la voglia di guardare avanti devono caratterizzare ogni fase dell’esistenza di un uomo, non solo la giovinezza. Ne La Leggenda è racchiuso invece un omaggio a quelle persone che donano la loro vita per il bene dell’umanità ed è insieme un’appassionata dedica alla figura di Dio, che li ispira e li guida.

L’aridità del sesso “meccanico” e slegato dal sentimento e la capacità di riconoscersi “diversi” ma comunque felici, sono i temi affrontati rispettivamente in “Più del sesso” e “Outsider. Mentre il manifesto dell’esperienza che ha segnato profondamente il percorso della band è “Betlemme: nel novembre dello scorso anno Lorenzi e compagni vengono invitati in Palestina per suonare per un concerto per la pace contro il muro di segregazione eretto dallo stato di Israele. Un viaggio che li porta a incontrare e condividere con la gente del posto e a suonare ovunque, in ospedali, orfanotrofi, campi nomadi e addirittura presso checkpoint militari raccontato poi in un video report trasmesso sul blog www.francescolorenzi.it.

Nell’album c’è spazio anche per l’amore e la sua contemplazione, nel senso più ampio del termine, con i brani “Sogno dei miei sogni”, “Piccola Mia” e “Ciò che rimane; se le prime due canzoni sono ispirate alla meravigliosa esperienza che può legare due persone, la terza è un’aperta dedica ad un genitore e il ringraziamento per il bene che ha saputo insegnare e trasmettere.

In “Luce” ci sono anche temi come l’ottimismo della fede, la forza, il coraggio e la ricerca della verità che nei brani “Spiriti del Sole”, “Voglio Coraggio” e “Negli Occhi” trovano la loro massima espressione. Nei tre brani, infatti, in musica e parole, trovano spazio tutta la forza e l’energia positiva dell’incontro con l’altro che si trasforma in qualcosa di costruttivo, concreto per sé e la comunità intera. Non poteva infine mancare l’argomento caro ai credenti di tutto il mondo: la vita dopo la morte. Il brano “Indelebile” è ispirato alle ricerche dello psichiatra Brian Weiss che ha studiato migliaia di casi per confermare la tesi dell’immortalità dell’anima e al più potente dei messaggi di Gesù Cristo: l’esistenza dell’Aldilà che per alcuni è solo un fatto di Fede, mentre per chi crede è una certezza.

 

Meraviglioso

Il mare negli occhi tuoi profondi

 

 

Il mare negli occhi tuoi profondi
Brividi di pace
E un sorriso di libertà
 
 

Noah

Si chiama Noah, con la H in fondo. Non ridere, non ho deciso io il suo nome. È americano, del North Carolina.
È un ragazzo semplice, è vestito da contadino..o da muratore..o manovale. Non sono sicura del suo lavoro. Forse lavora al porto, non ricordo esattamente. Ha le bretelle marroni e una camicia a scacchi, sporca di non so cosa. Occhi scuri, vispi, allegri, vivi, sorridenti. Capelli biondo cenere. Basco grigio. Sorriso timido ma accattivante.
È un ragazzo semplice..ah..l’ho già detto, vabè, era per far capire bene il concetto.
È semplice. Dolce. Diretto. Ma soprattutto libero.
Sì, libero. Non fare quella faccia. Le persone libere esistono, non siamo tutti succubi di questa società. Noah è libero. Fa quello che gli dice l’istinto. E ha sempre ragione, mannaggia.
È libero di cantare. È libero di sognare. È libero di andare in mezzo all’incrocio di due strade, stendersi e guardare il semaforo diventare giallo, poi rosso, poi verde e poi di nuovo giallo. È libero di ridere. È libero di ballare in mezzo alla strada in piena notte.
È libero.
Lui fa le domande giuste. Chiede quello che vuoi sentirti chiedere. Si interessa di te, in ogni minimo particolare. Alla fine sono
quelli che contano sul serio. Non fare quella faccia da saccente: lo so, è una frase fatta, però è vero. A me non piace la globalità di una persona. Mi piace invece soffermarmi sulle pupille, sul sorriso, su un neo, sui risvolti laterali della bocca. Sono solo dettagli, certo, ma sono belli. Noah si interessa di queste cose, come me. E quindi, secondo me, si gusta di più la vita. È più sereno, più libero, appunto.
Adesso non guardarmi male di nuovo. Me l’hai chiesto tu chi è il mio ragazzo ideale. E io te l’ho descritto. Peccato solo che esista
tra le righe di un libro.
 
Si chiama Noah.
 
 
 
 

Suono di libertà

Il treno si fermò. Finalmente, dopo ore interminabili di viaggio,  il treno si fermò.
Aria fresca, vento fresco che le sfiorò il viso 
e le scompigliò i capelli lunghi.
Dopo molto tempo, come diceva Fabrizio de Andrè, si vede un solco lungo il viso, come una specie di sorriso.
Aveva finalmente ritrovato il suo sorriso.
 
Di nuovo aria fresca, vento fresco, aria di mare,
voglia di mare.
Uno zaino in spalla è tutto quello che aveva.
E tanta voglia di mare.
Voglia di acqua, voglia di nuotare, voglia di libertà.
 
Le infradito le stavano larghe e le davano un po’ fastidio, ma questo contò poco, quando la ragazza vide il mare.
Mare. Schiuma bianca. Azzurro. Blu. Blu intenso.
Voglia solo di buttarsi dentro in pieno.
 
Profumo di spiaggia, profumo di mare, profumo di sale,
profumo delle creme protettive.
Fruscio delle onde del mare che arrivano alla costa, pianto dei bambini piccoli in spiaggia, le urla del solito venditore di cocco, le risate pazze dei bambini che fanno i castelli di sabbia.
 
La ragazza era felice. Aveva ritrovato la libertà.
Quel giorno non ci fu tempo nemmeno per la sua musica.
Doveva ascoltare un altro suono.
Suono di Libertà.
 

 
 

Il periodo di convalescenza è finito

 
Torno a scriverti Libero e Pieno di me. Sono stato tanto malato, anzi, troppo malato e per troppo tempo. Non sai quanto mi dispiace. Mi dispiace ti averti fatto soffrire inutilmente. Sono sicuro che mi perdonerai.
Ma finalmente alla fine dell’estate ce l’ho fatta! Mi sono alleggerito! Mi sono finalmente tolto un grande peso.
Dopo quasi due anni di potenti ed inutili fibrillazioni e colpi d’ansia che m’hanno quasi fatto scoppiare, mi sono chiuso ancora di più, ho dato una bella risciacquata all’interno delle mie pareti e ora sono sulla via della liberazione.
Mi sto prendendo il mio tempo, sto ricominciando a battere ad un ritmo regolare, sto cercando di nuovo la pace che per un po’ di tempo m’è mancata. E che di conseguenza ho fatto mancare anche a te. (Sorry!)
Il cielo è azzurro e anche dentro di me non ci sono più nuvole scure, non ci sono pensieri negativi, non ci sono preoccupazioni, non ci sono nervosismi. Il Sole splende alto nel cielo, emana luce e calore e io ne traggo un grosso beneficio. Mi sto ampliando sempre di più. Prima o poi tocco il Sole, te lo prometto.
Mi dispiace solo pensare che io abbia buttato via così tanti battiti inutilmente per una persona che non ne valeva la pena e che forse non ho mai nemmeno conosciuto fino in fondo.
Fatto sta che ora sto meglio, il periodo di convalescenza è finito, ora sono tornato a respirare l’aria pura della vita! Sono sicuro che farà molto bene anche a te respirare aria nuova per riprendere un nuovo anno senza preoccupazioni.
Ci sentiamo presto.
 
Un abbraccio, tuo Cuore