All in all you’re just another brick in the wall

Anzi no. Non me ne sono andata via col “sorriso che mi bagnava le labbra”. Avrebbe potuto essere una bella frase conclusiva di questa storia, quasi poetica. Ma pronunciando quel “Ciao” – che poi non era un semplice “ciao” ma un triste “addio” nascosto dietro un timido “ciao” – la voce mi si è incrinata, non sono nemmeno riuscita a guardarlo negli occhi, e ho fatto un finto sorriso. Non so se sorridevo per mascherare la tristezza, per farmi forza, o se sorridevo per l’autocommiserazione della mia assoluta idiozia. – Idiozia, bambinaggine o completa inutilità della mia fottuta grande capacità di farmi film mentali, chiamatela come volete. – L’unica cosa che mi ha completamente inondato la faccia erano lacrime amare di tristezza. Lacrime che si sono fuse con la matita e il mascara e il phard, così che poi sembravo un panda con una crisi di nervi per astinenza da bambù. Anche se in realtà – ovviamente – la cosa che mi manca di più in questi giorni non è il bambù – che deve essere qualcosa di veramente schifoso; mi chiedo come diamine facciano i panda a ingozzarsene, vabbè – ma il suo profumo. Profumo di deodorante Dove, da uomo, quello spray con la bomboletta grigia e la scritta azzurro chiaro, deodorante che, se non fosse da uomo, me lo mangerei tanto che è buono. Sia chiaro: non è una storia d’amore, è solo una storia. I fili tessuti tra di noi erano talmente sottili che credo che quello che si era creato non si possa nemmeno definire “amicizia”. Tuttavia il suo profumo era inebriante e il calore delle sue mani che a volte sfioravano le mie era…mah, non c’è un aggettivo per definirlo. Sì, insomma, piacevole come quando qualcuno che ti sta a cuore ti prende per mano e ti sorride.

La cosa peggiore è stata rendersi conto che io sono una come tante altre. C’è stato un momento in cui avevo creduto di essere speciale, ho sempre sperato di conoscere qualcuno che mi veda come una persona diversa, come una persona con qualcosa in più, ma evidentemente è una speranza vana, uno dei classici sogni nel cassetto che dovrebbero essere presi, tirati fuori da quel maledettissimo cassetto, scaraventati nel cestino e portati direttamente al macero. E’ triste rendersi conto di entrare nella vita di una persona, passarci un pò di tempo insieme, magari si sta anche bene insieme, e poi all’improvviso finisce tutto, le nostre vite non hanno più niente in comune, forse non lo hanno mai avuto, ti senti una come tante altre, scivoli fuori dalla sua vita senza far rumore, senza lasciar traccia. Così, pum, finito. Si borbotta un “Ciao, ci vediamo” pur essendo completamente consapevoli che quello è un “Addio, non ci rivedremo mai più”, e la vita va avanti, così, come nulla fosse, come se niente fosse mai accaduto. E’ triste constatare come due vite di incrociano e poi se ne vanno per la loro maledetta strada.

I Pink Floyd cantavano “All in all you’re just another brick in the wall”, ma – cazzo! – non è così, non può essere così!

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Ricerca vana

 

Secche le pupille piantate nelle nuvole dure:

la ricerca vana di uno sprazzo d’azzurro.

Gone too soon

Ti voglio bene, te ne ho sempre voluto..grazie di tutto..

In the blink of an eye, I never got to see goodbye

Hey there now, where’d you go?
You left me here, so unexpected 
You changed my life, I hope you know
Cause now I’m lost, so unprotected
In the blink of an eye, I never got to see goodbye

Like a shooting star, flying across the room
So fast, so far
You were gone too soon
You’re part of me and I’ll never be the same 
Here without you 
You were gone too soon

You were always there like a shining light
On my darkest days, you were there to guide me
Oh, I miss you now
I wish you could see
Just how much your memory will always mean to me
In the blink of an eye, I never got to see goodbye

Like a shooting star, flying across the room
So fast, so far
You were gone too soon
You’re part of me and I’ll never be the same
Here without you
You were gone too soon

Shine on, shine on
Until a better place
Shine on, shine on,
Will never be the same
Shine on, shine on

Like a shooting star, flying across the room
So fast, so far
You were gone too soon
You’re part of me and I’ll never be the same
Here without you

You were gone too soon
Shine on, shine on

 

Ogni lacrima una cascata

 
Mi guardo da lontano.
Che fai?
Piangi?
Non sono io.
Non lo sono mai stata.
La matita nera cola.
La speranza scivola via.
Ogni lacrima una cascata.
 
 
 

Destabilizzante.

 

Terribile quest’ansia che mi prende così forte.
Doloroso questo mal di cuore.
Odioso questo freddo.
Amare queste lacrime.
Dannata questa pioggia.
Pungente questo vento.
Destabilizzante questa solitudine.

Una persona vera.

 
 
Non ce n’è. Tu incontri una persona, una persona come tante. Non ti interessa nemmeno, è una persona fuori dalla tua vita, che
c’entra con te? Poi, non sai il perché e il per come, ti ritrovi con dei pezzettini della sua vita in mano. Scopri che non era affatto la persona che pensavi: è decisamente migliore. È la persona che cercavi da molto tempo, ma che non avevi mai trovato. Ti sembra incredibile che questa persona esista. È un sogno? No. Lui è lì davanti a te e ti sorride, come per dirti “Ciao, questo
sono io, in tutta la mia verità”. E allora quella persona che inizialmente non aveva suscitato alcun interesse in te, comincia ad essere più importante. Sempre di più e sempre di più. Lo scopri piano piano, e continuamente ti trovi a pensare che è assolutamente la persona che cercavi. Una persona sincera, una persona semplice, una persona con i suoi sogni e le sue ansie, una persona assolutamente normale e folle allo stesso tempo. Una persona vera in mezzo a questo mare di adulti falsi da capo a piedi. Sei attratta da lui, vorresti scoprire quello che pensa la mattina appena sveglio, mentre lavora, mentre sogna. Le vostre due anime si stanno avvicinando sempre di più e siete felici di scoprirvi l’un con l’altra. I sorrisi e le occhiate di intesa non mancano mai.
 
 
D’un tratto non lo senti più. Non lo senti più. Non riesci più a sentire la sua voce in mezzo a quella degli altri. Non riesci più
a sentire la sua risata in mezzo al caos. Non riesci più a sentire il battito del suo cuore in mezzo a quello degli altri sette miliardi di persone su questa dannata Terra. Dove sei? Dove sei? Si è allontanato. Si è buttato nella mischia. Ora fa parte della Gente. O della Plebaglia. È diventato una persona come tutte le altre. Non ha più niente di speciale, il suo cuore ha rallentato il ritmo, il suo sorriso è tirato, i suoi nervi sono a fior di pelle, il suo modo di fare è completamente falso. La persona che avevi conosciuto non esiste più. Ormai è come Loro. Come loro, i grandi adulti che si comportano come le pecore. Come i grandi adulti che non fanno quello che gli tocca l’anima, ma quello che fanno gli altri. Come i grandi adulti che sono finiti in una società che fa schifo. Come i grandi adulti che non aspettano altro che morire.
 
 
E ti ritrovi così, infine, seduta in mezzo al vuoto, con le gambe strette al petto, qualche lacrima amara sulla bocca, a guardare il Sole, che è diventato il tuo unico punto fisso, l’unico punto da dove puoi attingere Vita e Calore. È ora di smetterla di credere alle belle favole: le persone sono tutte uguali, anche se ti dicono “Io sono una persona vera”.
 

Assurdo.

 
La cosa più assurda di questo maledetto mondo
è stare a due metri da te,
piangere per te da un anno e mezzo,
senza che tu te ne sia mai accorto.