La giusta direzione (?)

right direction

Come fai a saperlo? Come fai a sapere qual è la giusta direzione da prendere nella tua vita? Scegliere un uomo con cui vivere, scegliere un amico da frequentare, scegliere un mestiere da svolgere, scegliere un paese in cui vivere. Tra il sud e l’ovest ci sono talmente tante possibilità, troppe variabili che, anche riuscendo a sceglierne una, non si può dire con certezza che sia la rotta giusta per te. E se intorno a te ci fossero persone migliori di quelle che conosci già? E se il paese accanto al tuo fosse più pulito? E se ci fosse un mestiere che ti appagasse di più? Anche riuscendo a guardare la propria vita dall’alto, non hai mai la sicurezza di avere tutto sotto controllo. E quindi, in questa bussola matta che non segna mai il nord, come fai a decidere?

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Here is life

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Uno sragionamento un pò inutile

C’è una via nel mio paese, abbastanza lunga, che ho percorso per cinque anni di seguito per andare a scuola, alle elementari. Il suo marciapiede comincia nel nulla – come tutti i marciapiedi – e finisce altrettanto nel nulla. Sulla sinistra c’è la strada, sulla destra c’è il giardino dell’asilo, silenzioso. La via si trova al centro del paese, tuttavia, per le poche volte che ci passo, è sempre molto desolata.

Questo marciapiede è strano, bello e brutto allo stesso tempo. E questa sera, nel tornare a casa, dopo aver fatto una passeggiata, mi ha fatto pensare di nuovo alla mia infanzia, alla scuola, all’asilo, alle risa e..questo marciapiede è strano. Hanno fatto delle colate di cemento diverse. È diviso in due, perfettamente – o quasi – spaccato in due. A sinistra la parte liscia, la parte perfetta, la parte dove potevo pattinare tranquillamente senza cadere. A destra la parte ruvida, piena di sassolini fastidiosi, incerta, con le buche.

Stasera ho cominciato a camminare su questo marciapiede e mi sono accorta come involontariamente io sia portata a camminare al centro, esattamente sulla linea di separazione tra perfezione e ruvidità. Sì, perché in fondo credo di essere fatta anche io così, come il marciapiede: mezza perfetta, liscia e mezza ruvida, incerta, piena di sassolini che danno sempre fastidio nei momenti meno opportuni. Quello che non riesco a spiegarmi è il fatto che nessuna delle due parti sappia sopravvalere sull’altra. Eppure nel marciapiede – super consumato – c’è un grande taglio tra una metà e l’altra..ma ciò non serve a dividerle. Se ne stanno sempre lì, loro, le due metà, inscindibili e contrastate.

E..beh, tutto questo ragionamento non ha alcun senso, non porta da nessuna parte. Era solo una cosa così, uno sragionamento un po’ inutile.