Due grandi amori

Dicono che durante la nostra vita abbiamo due grandi amori. Uno con il quale ti sposerai o vivrai per sempre, può essere il padre o la madre dei tuoi figli: con questa persona otterrai la massima comprensione per stare il resto della tua vita insieme. E dicono che c’è un secondo grande amore, una persona che perderai per sempre. Qualcuno con cui sei nato collegato, così collegato, che le forze della chimica scappano dalla ragione e ti impediranno sempre di raggiungere un finale felice. Fino a che un giorno smetterai di provarci, ti arrenderai e cercherai un’altra persona che finirai per incontrare. Però ti assicuro che non passerà una sola notte senza aver bisogno di un altro suo bacio, o anche di discutere una volta in più. Tutti sanno di chi sto parlando, perché mentre stai leggendo queste righe, il suo nome ti è venuto in mente. Ti libererai di lui o di lei e smetterai di soffrire, finirai per incontrare la pace, però ti assicuro che non passerà un giorno in cui non desidererai che sia qui per disturbarti. Perché a volte si libera più energia discutendo con chi ami, che facendo l’amore con qualcuno che apprezzi.

– Paulo Coelho

All in all you’re just another brick in the wall

Anzi no. Non me ne sono andata via col “sorriso che mi bagnava le labbra”. Avrebbe potuto essere una bella frase conclusiva di questa storia, quasi poetica. Ma pronunciando quel “Ciao” – che poi non era un semplice “ciao” ma un triste “addio” nascosto dietro un timido “ciao” – la voce mi si è incrinata, non sono nemmeno riuscita a guardarlo negli occhi, e ho fatto un finto sorriso. Non so se sorridevo per mascherare la tristezza, per farmi forza, o se sorridevo per l’autocommiserazione della mia assoluta idiozia. – Idiozia, bambinaggine o completa inutilità della mia fottuta grande capacità di farmi film mentali, chiamatela come volete. – L’unica cosa che mi ha completamente inondato la faccia erano lacrime amare di tristezza. Lacrime che si sono fuse con la matita e il mascara e il phard, così che poi sembravo un panda con una crisi di nervi per astinenza da bambù. Anche se in realtà – ovviamente – la cosa che mi manca di più in questi giorni non è il bambù – che deve essere qualcosa di veramente schifoso; mi chiedo come diamine facciano i panda a ingozzarsene, vabbè – ma il suo profumo. Profumo di deodorante Dove, da uomo, quello spray con la bomboletta grigia e la scritta azzurro chiaro, deodorante che, se non fosse da uomo, me lo mangerei tanto che è buono. Sia chiaro: non è una storia d’amore, è solo una storia. I fili tessuti tra di noi erano talmente sottili che credo che quello che si era creato non si possa nemmeno definire “amicizia”. Tuttavia il suo profumo era inebriante e il calore delle sue mani che a volte sfioravano le mie era…mah, non c’è un aggettivo per definirlo. Sì, insomma, piacevole come quando qualcuno che ti sta a cuore ti prende per mano e ti sorride.

La cosa peggiore è stata rendersi conto che io sono una come tante altre. C’è stato un momento in cui avevo creduto di essere speciale, ho sempre sperato di conoscere qualcuno che mi veda come una persona diversa, come una persona con qualcosa in più, ma evidentemente è una speranza vana, uno dei classici sogni nel cassetto che dovrebbero essere presi, tirati fuori da quel maledettissimo cassetto, scaraventati nel cestino e portati direttamente al macero. E’ triste rendersi conto di entrare nella vita di una persona, passarci un pò di tempo insieme, magari si sta anche bene insieme, e poi all’improvviso finisce tutto, le nostre vite non hanno più niente in comune, forse non lo hanno mai avuto, ti senti una come tante altre, scivoli fuori dalla sua vita senza far rumore, senza lasciar traccia. Così, pum, finito. Si borbotta un “Ciao, ci vediamo” pur essendo completamente consapevoli che quello è un “Addio, non ci rivedremo mai più”, e la vita va avanti, così, come nulla fosse, come se niente fosse mai accaduto. E’ triste constatare come due vite di incrociano e poi se ne vanno per la loro maledetta strada.

I Pink Floyd cantavano “All in all you’re just another brick in the wall”, ma – cazzo! – non è così, non può essere così!

Sotto bombardamento – Ligabue

…ci si sente profughi, sotto bombardamento.

Dicevi che il mondo va cambiato e intanto è lui che cambia te.

Dicevi che il mondo va capito, è lui che non capisce te.

The pretender

What if I say I’m not like the others?
What if I say I’m not just another one of your plays?
You’re the pretender
What if I say I will never surrender?

Perdenti

 
“Non crediamo ai nostri occhi, ma questi sono i fatti: governi fantoccio si alternano al servizio del potere di pochi…
sempre più lontani dalla gente.
Vecchi potenti bloccano il rinnovamento ormai già in atto da tempo tra le persone comuni.
Questi oligarchi si vestono (e costringono una intera nazione) a vestirsi a lutto scegliendo con cura il velo per tutti.
Ma il cambiamento è in atto, inesorabile, e arriverà anche a quei palazzi.
Ci vuole azione e pazienza: loro tramonteranno e il mondo li ricorderà come perdenti.”

 

The Sun

 

 

Ciò che odio.

Odio gli oggetti appuntiti.
Odio i professori che ti assegnano 20 pagine da studiare senza aver spiegato, dicendo “Domani interrogo”.
Odio le paranoie.
Odio la falsità.
Odio Hello Kitty.
Odio i computer.
Odio il beige.
Odio i falsi sorrisi.
Odio il calcio.
Odio la scuola, che non insegna mai niente di praticamente utile alla tua vita.
Odio l’inverno.
Odio le persone spavalde.
Odio le persone che hanno un posto di lavoro, pur non avendo mai studiato.
Odio i bulli.
Odio le parole buttate al vento.
Odio chi non mi sa ascoltare. 
Odio chi non mi guarda negli occhi mentre gli parlo.
Odio i libri thriller.
Odio le persone false.
Odio i baci di circostanza.
Odio chi mi dice “Sì perché di sì” o “No perché di no”.
Odio chi fa domande inutili, tanto per dire qualcosa.
Odio le gonne.
Odio i gatti.
Odio gli spinaci.
Odio la falsa sordità.
Odio il freddo.
Odio il perbenismo.
Odio i libri dal titolo “100 modi per trovare l’anima gemella” o “101 modi per dimenticare il tuo ex”.
Odio le coppiette sdolcinate.
Odio i pregiudizi.
Odio il matrimonio.
Odio la politica.
Odio le scarpe coi tacchi.
Odio l’economia.
Odio la chimica.
Odio i cessi degli autogrill.
Odio chi mi dice “Oh mi dispiace” senza aggiungere altro.
Odio il tedesco.
Odio sciare.
Odio i costumi da bagno.
Odio i broccoli.
Odio Berlino.
Odio chi suona in playback.
Odio la “musica” afro.
Odio le ballerine.
Odio il rumore del campanello di casa mia.
Odio i bimbi/e minchia.
Odio chi si droga.
Odio le macchine gialle.
Odio le discoteche.
Odio chi si mette i pantacollant con due tronchi al posto delle gambe.
Odio i navigatori satellitari.
Odio l’odore del caffè.
Odio i capelli bagnati nel lavandino e nella doccia.
Odio i giri di parole.
Odio gli occhiali a mosca.
Odio chi mi prende in giro.
Odio le cose complicate.
Odio il medioevo.
Odio chi dice di essere mio amico, e invece non lo è.
Odio chi mi risponde con un “Hmm.”
Odio chi se ne approfitta di me.
Odio chi fuma.
Odio gli orecchini.
Odio i voti a scuola.
Odio gli esami.
Odio la mancanza d’aria.
Odio gli occhiali che si oscurano al sole.
Odio i bambini vestiti di tutto punto al ristorante.
Odio chi urla sul pullman la mattina alle 7.30.
Odio il GF.
Odio chi va in discoteca senza saper ballare.
Odio le foto che vengono sempre male ad un concerto.
Odio chi sputa per terra.
Odio gli uomini che si rasano i peli del petto.
Odio i bambini che strillano senza motivo.
Odio chi dice che ti ama davvero, ma..

Una persona vera.

 
 
Non ce n’è. Tu incontri una persona, una persona come tante. Non ti interessa nemmeno, è una persona fuori dalla tua vita, che
c’entra con te? Poi, non sai il perché e il per come, ti ritrovi con dei pezzettini della sua vita in mano. Scopri che non era affatto la persona che pensavi: è decisamente migliore. È la persona che cercavi da molto tempo, ma che non avevi mai trovato. Ti sembra incredibile che questa persona esista. È un sogno? No. Lui è lì davanti a te e ti sorride, come per dirti “Ciao, questo
sono io, in tutta la mia verità”. E allora quella persona che inizialmente non aveva suscitato alcun interesse in te, comincia ad essere più importante. Sempre di più e sempre di più. Lo scopri piano piano, e continuamente ti trovi a pensare che è assolutamente la persona che cercavi. Una persona sincera, una persona semplice, una persona con i suoi sogni e le sue ansie, una persona assolutamente normale e folle allo stesso tempo. Una persona vera in mezzo a questo mare di adulti falsi da capo a piedi. Sei attratta da lui, vorresti scoprire quello che pensa la mattina appena sveglio, mentre lavora, mentre sogna. Le vostre due anime si stanno avvicinando sempre di più e siete felici di scoprirvi l’un con l’altra. I sorrisi e le occhiate di intesa non mancano mai.
 
 
D’un tratto non lo senti più. Non lo senti più. Non riesci più a sentire la sua voce in mezzo a quella degli altri. Non riesci più
a sentire la sua risata in mezzo al caos. Non riesci più a sentire il battito del suo cuore in mezzo a quello degli altri sette miliardi di persone su questa dannata Terra. Dove sei? Dove sei? Si è allontanato. Si è buttato nella mischia. Ora fa parte della Gente. O della Plebaglia. È diventato una persona come tutte le altre. Non ha più niente di speciale, il suo cuore ha rallentato il ritmo, il suo sorriso è tirato, i suoi nervi sono a fior di pelle, il suo modo di fare è completamente falso. La persona che avevi conosciuto non esiste più. Ormai è come Loro. Come loro, i grandi adulti che si comportano come le pecore. Come i grandi adulti che non fanno quello che gli tocca l’anima, ma quello che fanno gli altri. Come i grandi adulti che sono finiti in una società che fa schifo. Come i grandi adulti che non aspettano altro che morire.
 
 
E ti ritrovi così, infine, seduta in mezzo al vuoto, con le gambe strette al petto, qualche lacrima amara sulla bocca, a guardare il Sole, che è diventato il tuo unico punto fisso, l’unico punto da dove puoi attingere Vita e Calore. È ora di smetterla di credere alle belle favole: le persone sono tutte uguali, anche se ti dicono “Io sono una persona vera”.