Essere una persona sensibile

Essere una persona sensibile vuol dire percepire un tono di voce distante durante una telefonata, riconoscere l’ansia, la paura e la tristezza nella faccia degli altri. Essere sensibile vuol dire fare caso a tutto, e con “tutto” intendo veramente qualsiasi cosa: un fiore sconfitto dal vento, un cane solo, un colore diverso del cielo, un sorriso più sentito, una parola colorata in mezzo a tante parole anonime. Essere sensibili vuol dire vivere dieci, cento, mille vite ogni giorno. Quando sei sensibile non puoi fregartene, farti gli affari tuoi, lasciar perdere. Chi è sensibile, se sa di aver ferito qualcuno si tortura per ore ed ore pensando alla sensazione che gli ha fatto provare. Chi è sensibile dura una fatica immensa. Si dovrebbe aver cura di chi è sensibile, potrebbe morire per una carezza in meno.

– S. Casciani

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E’ un buio leggero

 
È un buio leggero.
Non è di quelli che fa paura,
non ci sono ladri, non ci sono spie.
 
È un buio leggero.
Di quelli tiepidi sotto le coperte,
che ti fanno assaporare il momento del crepuscolo.
 
È un buio leggero.
Non di quelli che sconvolge e turba,
respiri e carezze della notte sono ormai passati.
 
È un buio leggero.
Di quelli magici, che ti avvolgono,
che ti inducono al dolce far niente dell’inverno,
la domenica mattina poco dopo le sei
che ti sfiorano la bocca con labbra umide d’amore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 

Era il silenzio di chi si è rifugiato in un angolo buio

 
Sarebbe sbagliato dire che Sohrab era quieto.
La quiete è pace. Tranquillità
Quando si abbassa il volume della vita.
Ma quando si preme il tasto per spegnerla del tutto,
resta solo silenzio.
Il silenzio di Sohrab non era il silenzio di chi vuole imporre le proprie convinzioni senza parlare.
Era il silenzio di chi si è rifugiato in un angolo buio e non vuole più avere contatti con l’esterno.
 

Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini