The Power of Solitude

Steve McCurry's Blog

Solitude is independence.
– Hermann Hesse

Philippines

When you acknowledge the integrity of your solitude,
and settle into its mystery, your relationships with others take on a new
warmth, adventure and wonder.
– John O’Donohue

India

India

In solitude the mind gains strength and learns to lean upon itself.
– Laurence Sterne

Vietnam

One can be instructed in society; one is inspired only in solitude.
– Johann Wolfgang von Goethe

New York City, USA

Loneliness expresses the pain of being alone;
solitude expresses the glory of being alone.
– Paul Tillich

Tibetan Pilgrim

Nepal

India

It is good to be solitary, for solitude is difficult;
that something is difficult must be a reason the more for us to do it.
– Rainer Maria Rilke

France

Mexico

Italy

The more powerful and original a mind,
the more it will incline towards the religion of solitude.
– Aldous Huxley

Sri Lanka

Solitude…

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Ci innamoriamo solo di 3 persone in tutta la vita

Ci innamoriamo solo di 3 persone in tutta la vita, e per ognuna c’è una motivazione ben precisa

Che siate d’accordo o meno, continuate a leggere l’articolo: potrebbe rivelarvi qualche sorpresa…

Il primo amore è quello giovanile: è l’amore idealistico, quello che sembra essere uscito da una favola romantica di principi e principesse.

Questo amore è necessario per capire che ritrovare qualcosa che si pensava poter accadere solo nei sogni, è invece possibile ritrovarlo anche nella realtà. È un sogno ad occhi aperti, anche se solo per un breve periodo.

Quando si sperimenta questo primo sentimento si è immaturi e inesperti: lo si vive con la convinzione che sarà l’unico della vita e non importa se a volte è difficile da portare avanti, perché si pensa che l’amore sia proprio così.

Conta più il modo in cui viene visto dalle altre persone che quello che si prova veramente.

 

Il secondo amore è complicato, è drammatico: fa conoscere di più il proprio carattere e fa capire ciò che veramente vogliamo dall’amore.

Purtroppo quello che si vorrebbe dall’amore non è quello che offre la persona con cui si sperimenta questo tipo sentimento. Questo amore provoca dolore e rabbia, a causa di bugie o tentativi di manipolazione del carattere.

Si pensa di aver fatto una scelta diversa rispetto alla prima esperienza ma in realtà si sta ancora facendo una scelta dettata dalla necessità di imparare, di conoscere se stessi. Questo secondo amore può ripetersi con più persone: a molti capita di non riuscire a passare oltre e si perdono in relazioni che contribuiscono solo a perdere fiducia nell’amore.

Questo secondo amore è ricco di alti e bassi, ed è questa altalena emotiva a creare dipendenza: si sperimentano intensi momenti di euforia e trasporto ma improvvisamente ci si ritrova a buttar fuori rabbia e cattiveria di cui non si pensava di essere capaci.

Il terzo amore è quello che non sembra mai arrivare, ma poi irrompe nella vita senza preavviso: è quello che rende chiaro il motivo per cui prima non ha funzionato.

Il terzo amore si reputa sbagliato, in quanto totalmente differente da quelli vissuti finora: distrugge ogni tipo ideale di come l’amore dovrebbe essere. Si evolve con tale spontaneità che sembra non poter essere vero. Non richiede troppe riflessioni, non bisogna ricercare con fatica l’ingranaggio dei propri meccanismi con quelli dell’altra persona.

È un amore “spoglio” che però rende felici solo per la semplicità con cui tutto accade: può non essere “da favola” come il primo o “ricercato” come il secondo, ma è proprio il fatto di non avere aspettative che permette di essere spensierati. Non c’è pressione di dover essere la persona che non si è.

È un amore quieto, è l’unico con tutti gli ingredienti per fare in modo che duri per sempre.

Forse non ritrovate nella vostra vita questa sequenza, ma aspettate: prima di sapere cosa sia l’amore bisogna navigare nel mare di tutto ciò che amore non è. Potrebbe volerci una vita per capirlo, o pochi anni.

Molti considerano fortunate le persone che trovano il primo amore, quello giovanile, e riescono a farlo durare fino all’ultimo giorno: ma forse lo sono veramente coloro che vivono queste tre fasi, e conoscono l’amore in tutte le sue facce. Quelli che dopo anni sono stanchi di provare, di soffrire, di capire cosa c’è sbagliato nel proprio modo di amare, di ripartire da zero ogni volta e finalmente trovano un giaciglio su cui riposare e godersi la vita.

L’amore vero non è quello simile ad una tempesta, assomiglia più alla notte seguente ad un forte temporale.

 

fonte: http://www.curioctopus.it/read/11969/ci-innamoriamo-solo-di-3-persone-in-tutta-la-vita-e-per-ognuna-c-e-una-motivazione-ben-precisa

Gente da panificio: lo sbriciolone

Andando avanti con la serie “gente da panificio”, in negozio entrava tutti i giorni il signor Buffoli. O meglio: entrava, ma solo con la testa. Lo vedevo arrivare da lontano, in mezzo alla piazza di fronte alla forneria, con il suo giubbotto rosso slavato, i radi capelli grigi, occhiali dalla montatura nera sottile e un sorriso con i denti un pò storti. Saliva i tre gradini sotto il portico per entrare in negozio e si fermava con i piedi appena fuori dall’ingresso. Metteva dentro la testa, si guardava intorno, sorrideva alla mia collega e raramente anche a me, e poi diceva che sarebbe passato dopo a prendere il suo solito pane e magari qualcos’altro, se gli ispirava. Tutti i giorni la stessa tiritera, tutti i giorni a ripeterci che sarebbe passato più tardi a ritirare il suo sacchetto e forse a prendere un dolcetto, che alla fine non prendeva quasi mai. Cacciava dentro la testa in negozio e si guardava intorno come se in tanti anni non lo conoscesse nei minimi dettagli. E passava sempre alle 8.30 del mattino, per dire che sarebbe ripassato dopo, sapendo che il suo pane non era ancora stato sfornato. Ma che ci vieni a fare così presto in negozio se sai che quello che hai ordinato non c’è ancora?! Non potresti startene comodo a casa nel letto a poltrire come tutti gli anziani e uscire di casa dopo?! Mah.

Ho capito da subito che era un tipo strano, che tentava di fare lo spiritoso con noi giovani ragazze, ma senza successo. Un pomeriggio – già strano di per sé perchè lui non veniva nel pomeriggio – è arrivato camminando lento lento, aggirandosi per la piazza come se stesse decidendo il da farsi, ma era palese anche per un cieco che puntava ai dolci del negozio. E’ entrato, sempre con fare guardingo, mi ha sorriso e fa “Mah…vediamo se mi ispira qualcosa…” come diceva sempre. Dopo una lunga indecisione, fa una faccia sospettosa e indica una monoporzione “Quella che roba è?” gli rispondo che è la torta sbrisolona. Non molto convinto, mi dice comunque di dargliene una per provarla. Prende il suo sacchettino e se ne va. Dopo due minuti torna indietro “Ma signorina! Mi ha venduto una torta che sbriciola tantissimo!” e io sono rimasta basita. Ma sei serio?! Non riuscivo a capire se mi prendeva in giro o no; ho detto che era un tipo strano. “Eh…sì…si chiama torta sbrisol…” “Aaah! Sììì! Ceertoo! Se si chiama sbrisolona un motivo ci sarà, nooo? Ahahaha!” s’è messo a ridere da solo, ha girato i tacchi e se n’è andato. E io sono rimasta lì così, basita. Mah.