Intimità

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Con la testa fra le nuvole

head in the clouds

 

CON LA TESTA FRA LE NUVOLE

Mi capita spesso. O meglio, mi capita praticamente sempre. Potrei anche dire che non ho la testa fra le nuvole, ma la mia testa è proprio una nuvola. Un groviglio di milioni di pensieri, desideri, progetti, ricordi, storie ed emozioni che non c’entrano nulla con quello che sto facendo. Sto guidando e mi salta in mente un nuovo progetto fotografico. Sto facendo la doccia e mi ricordo l’espressione del viso della mia cuginetta. Sono a una riunione e mi viene in mente un nuovo dolce che potrei provare a fare. Sto leggendo un libro e mi vengono in mente tutte le cose che devo prendere al supermercato. Cammino per strada e la mia mente comincia a ideare storie impossibili.

Essenzialmente io sono qui, ma in realtà non sono qui.

 

 

E poi

E poi c’erano le sue mani. Oddio le sue mani. Quanto le mancavano. Erano forti, la sollevavano delicatamente e la tiravano verso di lui. La coccolavano quando erano calde, la stuzzicavano quando erano gelide. Seduta sulle sue gambe, avrebbe voluto che quegli abbracci non finissero mai. Ne aveva un infinito bisogno. Il suo profumo poi. Oddio quel profumo. Infilava il naso tra il suo mento e la sua clavicola e stava lì. Respirava a fondo quel profumo inebriante. Per non parlare delle sue labbra. Bellissime, morbide. Un sorriso perfetto, uno di quelli che – anche se appena accennato – ti rende migliore la giornata. I suoi baci delicati. Sulla bocca, dietro le orecchie, sulle spalle nude, sul collo del piede, sui seni, sulla pancia. E quando la chiamava “Piccola”… oh beh, quando la chiamava così era veramente la fine del mondo. 1526532_682580261773149_1764712494_n

foto © Laura Makabresku

Amore, gioia, gratitudine e…pogooo!!!

 

 

 

 

lemmaaaaaaaa

 

Per la musica potente che rimbombava nel cuore e sotto i piedi, per le due ore passate a pogare, per il caldo soffocante, per la schiena umida di Lemma sopra le nostre teste, per tutta la gente che urlava, sorrideva, cantava, saltava, per lo stupore nei vostri occhi per la donazione per i bimbi di Betlemme, per i sorrisi di Boston, per la grande amicizia, per le dure gomitate nelle gengive, per il grande amore che si respirava in quel minuscolo club, per l’odore di sudore, per le foto mosse, per quel “fottuto di numero 1” di Ricky che violentava la batteria, per il calore che mi è rimasto dentro tanto da non sentire nemmeno il vento e il freddo pungente delle 4 di mattino, e soprattutto per la gratitudine che si leggeva nei vostri occhi: GRAZIE della meravigliosa nottata!

Grazie The Sun

“Quel che rimane di una vita intera è il gesto di chi ti commuoveva, le facce che amavi ti mancheranno più di ogni altra illusione del mondo. E tu sei pieno di vita, pieno di luce, ed hai qualcosa che ti distingue, fissa chiunque negli occhi col cuore, il giorno è vissuto e mai tornerà.”

Dolcezza

In una serata di primavera

 
La pace di starsene in camera
Da sola, col sorriso
 
Col silenzio
Con la finestra spalancata
Con la luce spenta
Con i piccoli rumori di passi della gente che torna a casa
Con i piccoli suoni degli uccelli che tornano al nido
Con il fruscio delle auto dell’autostrada in lontananza
 
Una timida stella fa capolino da lontano
 
Semplicemente con te stessa
In una serata di primavera