Bicchiere…o vita

 

bicchiereHai presente quella brutta sensazione che provi quando si rompe un bicchiere? Anzi, quando sei stata proprio tu a rompere quel bicchiere, non volontariamente, certo, però è pur sempre una brutta sensazione, no? Ti senti in colpa, sei mortificata, non avresti voluto farlo, avresti dovuto stare più attenta, e mannaggia al ciclo che ti fa diventare le mani di pastafrolla. È brutto quando senti quel suono secco – tak! – del vetro che si è rotto contro il lavandino o per terra o addirittura ti si è rotto in mano.

Sembra quasi – oddio, non voglio essere patetica, però sì, sembra proprio così – che sia la tua stessa vita che è andata in pezzi. Sicuramente starai pensando “Sì va beh, che melodrammatica, è solo un bicchiere!”, sì, hai ragione, ma non mi dispiace tanto per il bicchiere, ma più che altro per la vita. È così bella, delicata, preziosa, come il bicchiere, eppure così fragile e spesso sei proprio tu l’artefice della spaccatura, proprio come con il bicchiere.

E una volta rotto, che te ne fai del bicchiere? Tieni la parte grande, quella che ha ancora la forma del bicchiere, anche se un po’ crepato, oppure tieni il piccolo coccio? Tieni la parte della tua vita che assomiglia ancora ad una vita normale, anche se con qualche ammaccatura, o vai a prenderti quel pezzettino che si è rotto?

Qualcuno dice che le cose rotte sono le più belle perché si possono riparare. Ma la vita, a mio avviso, è come il bicchiere: quando si stacca un pezzo dal bicchiere, ci sono altri piccoli frammenti di vetro che vanno dispersi e se cerchi di rimettere insieme il coccio più piccolo, non combacerà mai alla perfezione con la parte di bicchiere più grande perché mancano tutti quei minuscoli pezzettini. Stessa cosa è la vita: una volta rotta, non tornerà mai niente come prima. Puoi cercare di rattopparla in qualche modo, ma non sarà mai come era una volta, mancherà sempre qualcosa, ci sarà sempre un filo di amarezza tra i cocci.

Eh vabè, oggi sono particolarmente melodrammatica. La verità è che, prima, mentre stavo lavando i piatti, mi si è rotto questo calice e mamma s’è arrabbiata di bestia, e adesso son cazzi.

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