Ma poi che te ne fai dell’infinito?

infinito

Qualche tempo fa stavo pensando all’infinito.

È una brutta cosa, l’infinito. Perché esiste questa dannatissima parola? Uno ci diventa pazzo a pensare all’infinito. Infatti sono andata molto vicina alla pazzia. Roba da non riuscire a dormire la notte perché continuavo a pensarci. E quando pensi all’infinito non puoi neanche smettere perché…beh, perché anche il tuo pensiero diventa infinito. Milioni di pensieri concatenati l’uno all’altro, che non finiscono mai. Poi, tra tutti questi ragionamenti, si fa spazio una frase, che cerca di avanzare a gomitate “Sono le 2.18 di notte. Dormi.” Ma le altre riflessioni sono più forti e il mio cervello non prende nemmeno in considerazione questa timida frase. E’ una cosa terribile, l’infinito.

Gente che cerca di arrivare all’infinito (come se fosse qualcosa di raggiungibile, no?),  gente che si tatua quella sinuosa specie di 8 disteso (su parti del corpo che poi magari non si vedono nemmeno), gente che vuole qualcosa che duri per sempre, la vita che duri per sempre, la giovinezza che duri per sempre, il contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Ma come si fa, dico io? Come si può immaginare una cosa infinita? Non si può, dico sempre io, la nostra testa non ci arriva. In prima elementare mi hanno insegnato che i numeri sono infiniti e io non riuscivo a capire come potesse succedere, eppure è così, aggiungi un numero e quel numero diventa più grande e così i numeri non finiscono mai e ci stavo male a pensare a tutti quei numeri che vanno sempre avanti e non si fermano mai e sono infiniti, ma quanti diavolo sono?!

Tutti che cercano di tendere a questo famigerato infinito. Tutti così affascinati da questa cosa strana ed eterea, così misteriosa. Oh sì, certo, l’immagine che ho messo a inizio post è molto romantica, è bella. Ma perché? Come si fa a volergli tanto bene? Ma poi che te ne fai dell’infinito? Non ci arriverai mai all’infinito, è impossibile, l’infinito non esiste.

L’infinito non è per niente una bella cosa. È una cosa che mi fa paura, ne ho il terrore.   Voglio vedere la fine delle cose, voglio avere delle scadenze, voglio vivere entro certi limiti. Quelle cose che si protraggono in un tempo indefinito mi fanno paura. Ma quando finirà? Ma quando potrò tornare a casa? Non si può vivere con l’idea dell’infinito in testa. L’infinito non ci sta nella testa. Non si può, dannazione.

Come diceva Novecento nel libro di Baricco: “La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?”. Forse dopo qualche anno che ho letto quel libro, ho capito il finale della storia: Novecento aveva paura dell’infinito. Tutto qui. Ecco perché non voleva scendere. Abituato a vivere tra l’inizio e la fine di una nave, tra prua e poppa, abituato a vivere tra l’inizio e la fine della sua tastiera, aveva paura dell’infinito.

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4 thoughts on “Ma poi che te ne fai dell’infinito?

  1. Molte volte si cerca il “per sempre”, si vuole essere giovani e belli all’infinito. Dimenticandosi però di godere il presente. Che vita è se pensi solo con ansia al domani?
    Hai affrontato un tema non facile, complimenti per il post Simmy.

  2. ciao Simmy, volevo solo porre una riflessione, anzi due.
    Parlando del caos credo sia importante ragionare sul suo significato più profondo e cioè: “predeterminato”.
    Per quanto riguarda poi l’infinito, potendolo “finire” , il problema nella realtà non esiste ma risiede solo in noi, di cui siamo parte infinitesimale e totalità al tempo stesso…
    Per comprendere meglio: http://pastelink.me/dl/43af7c
    oggi mi chiamo Kalki!

  3. Ciao, ecco adesso ho capito il tuo disaccordo. Intanto complimenti per la riflessione. Io personalmente, pur rispettando la tua visione, non penso all’infinito come a qualcosa che mi fa paura. Per me è il bello che deve ancora venire, è il domani che da un senso alle cose, noi siamo rapporto con l’infinito, siamo di per se limitati, finiti ed io desidero di più, ho una domanda grande dentro di senso di questa vita. L’uomo è rapporto con l’infinito anche se non vuoi, tutto intorno ti rimanda a questo, come tu hai ben sperimentato.
    Non devi essere concorde ma ci tenevo a dirti il mio pensiero.
    Complimenti per il tuo blog, per quello che hai scritto. Buona serata.
    Giuliano

    Non ho la minima idea di quello che dovrà venire,
    però sento che c’è qualcosa di Positivo, qualcosa da Vivere,
    qualcosa da Amare in questo titolo.
    E io ci credo che il Meglio deve ancora venire.
    (questo che tu hai scritto io lo chiamo infinito).

    Ciao

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