Bacio Rocher

 
In casa di lui.
Sto prendendo un bicchiere d’acqua quando lo sento entrare in cucina. Socchiude la porta scorrevole alle sue spalle.
“Ciao bellissima”
Quel bellissima mi rimbalza addosso e sembra andarsene via, è un aggettivo che non mi appartiene e lui lo sta usando inappropriatamente. Poi però quella parola arriva meglio alle mie orecchie, passa attraverso i timpani, attraverso i nervi, attraverso vene ed arterie, fino ad arrivare nel profondo dello stomaco, nel profondo dell’anima. La reazione delle mie budella non è delle migliori: sconquasso totale, la terza guerra mondiale ha inizio tra stomaco e intestino.
Mi giro lentamente e me lo ritrovo davanti con quel suo sorriso che sembra essere stato fatto apposta per essere baciato. Non so se identificarlo come Ferrero Rocher o Bacio Perugina.
Facciamo Bacio Rocher.
Bevo il bicchiere guardandolo negli occhi. Si avvicina a me, mettendomi con il didietro contro il lavandino. Sono bloccata. Da una parte il lavandino bagnato e dall’altra Bacio Rocher.
“Bellissima?!” chiedo con un tono come se non me ne fregasse affatto che lui mi abbia chiamata così.
Il suo sorriso diviene interrogativo. “Perché? Non va bene se ti chiamo così?”
Non va bene se mi chiami così?! Ti sembra una domanda da fare? È la parola più bella del mondo, è l’unica parola che vorrei che tu mi dicessi quando mi vedi. Non fare domande idiote, per piacere.
Ma non posso mica rispondergli così. Cioè. Voglio dire: io e lui non c’entriamo niente. Abbiamo due vite diverse, facciamo due vite diverse. Lui è un uomo fatto e finito, mentre io..beh, a volte non riesco nemmeno a capire da che parte ho la faccia e da che parte ho il culo. Non è una gran bella situazione.
Lo guardo: è alto poco più di me, capelli corti castani, occhiali, occhi marroni..cioè, non ha nulla di speciale, è un ragazzo come tutti gli altri, uno che la mattina si sveglia, va a lavorare in azienda, si fa le sue 8 ore stancanti, è un ragazzo simpatico, attacca bottone facilmente con tutti, torna a casa la sera, doccia, cena veloce, un paio di battute con i genitori e poi o finisce su Facebook a chattare o..beh, nota dolente della sua vita, esce con la ragazza. La sua nuova ragazza. Mi piace la sua normalità (trovare una persona normale oggi è come trovare un portafoglio pieno sul marciapiede) e la sua semplicità. Ma quell’ultimo punto, quel punto lì, quello in cui dico che esce con colei-che-non-deve-essere-nominata non va affatto bene.
Però io gli voglio bene e rispetto questa cosa. Ormai sono mesi che me ne sono fatta una ragione. O forse no. Forse in realtà spero ancora che lui venga a cercarmi prima o poi, che voglia riallacciare un contatto con me come ai vecchi tempi e che magari..chissà..magari un giorno potrà chiamarmi “bellissima” perché è veramente quello che pensa e non lo dirà così tanto per dire, come ha fatto adesso. Ma questi sono soltanto i classici “film in testa” di una ragazza.
“Dai, non fare la timida come al solito, tira su lo sguardo..”
Sorrido un po’ amaramente e alzo il viso. Lui si avvicina ancora di più e mi mette le mani sui fianchi.
Intanto la terza guerra mondiale si è ampliata: è arrivata fino al fegato e tra un po’ anche il pancreas verrà attaccato e quasi sicuramente disintegrato. L’intestino è già ingarbugliato da un bel pezzo.
“Ti da fastidio se ti chiamo così?”
“Preferivo quando mi chiamavi mostriciattolo..” dico. E il mio naso comincia a diventare lungo peggio di quello di Pinocchio. Ogni tanto mi accorgo che sono davvero brava a mentire.
“Perché?” mi guarda stupito. Ecco, una cosa che non mi piace di lui è che usa troppo spesso questa domanda. Perché? E che diavolo vuoi che ti risponda?! Sì, vorrei che tutte le volte che ci vediamo mi dicessi “Ciao bellissima” perché è una cosa che mi fa impazzire! No, non posso dirti così.
“Beh..” le frasi che iniziano con beh non vanno mai bene “..sai..” men che meno quelle che continuano con sai.. “..se dici bellissima a me, non voglio immaginare cosa dici alla tua ragazza..”
“Le dico la stessa cosa”
What?! No frena. Rewind, play: “Le dico la stessa cosa”. Confusione totale. Come quando un uovo si spacca e il tuorlo e l’albume cadono nella terrina facendo splash.
Lo guardo interrogativa e confusa. “Cosa intendi dire?”
“Intendo dire che siete bellissime tutte e due”
“Ma..lei è la tua ragazza..io no..” abbasso lo sguardo “..c’è qualcosa di diverso, sicuramente..”
“Sì, c’è qualcosa di diverso.” Mi fissa gli occhi. Ma non mi guarda gli occhi, ma dentro gli occhi, arriva fino all’anima, arriva fino a dove si sta consumando la terza guerra mondiale. Il pancreas si mette sulla difensiva, ma non sembra che durerà ancora molto. E questo lui lo vede. Lo sente. Lo percepisce.
“C’è che lei è bella” Già, e io invece non valgo niente. Ti sono stata vicina per qualche anno, mi chiamavi disperato e mi mandavi messaggi dicendo che avevi bisogno di una donna accanto a te – e io ero lì per te – dicevi che ne soffrivi molto, dicevi che eri invidioso dei tuoi amici che magari sono già anche sposati e che poi..
“Mentre tu sei bellissima”
Alzo lo sguardo, allibita. Rifaccio ancora una volta rewind e di nuovo play: “Mentre tu sei bellissima” sì, non sono sorda, ha detto così. Certo, nella mia pancia c’è la terza guerra mondiale, fa parecchio casino, ma quello che ha detto l’ho capito bene. Bellissima..sì sì, ha detto così..
La terza guerra mondiale sembra per un attimo fermarsi. È tutto in pappa ormai. Tutto: stomaco, intestino, fegato, pancreas. Polmoni sono stati tirati un poco in ballo e anche cuore c’ha messo la sua parte. Ma ormai è tutto sbriciolato, tutto in pezzettini.
Deglutisco il più piano possibile, per non farmi sentire da lui che ormai è a due centimetri da me.
“E come mai stai insieme a una che è bella e non bellissima?” domanda idiota. Idiota. Idiota. Idiota.
“Così. Volevo vedere la tua reazione. Volevo capire se tu..beh..” ripeto: una frase col beh non è mai buon segno. E ciò mi preoccupa un po’. Anzi, molto.
Diventa rosso. Sì sì, le sue guance sono in fiamme. È raro che diventi bordeaux. E così è anche più bello.
Approfitto del suo momento di debolezza “Volevi capire se io, cosa?”, dico arrogante.
Mi guarda in faccia, negli occhi, nell’anima. Sia i suoi che i miei brillano di luce propria. Ridono e saltano.

 

Telecronaca di una guerra non annunciata: cuore, infine, – quell’infame! – ha sganciato la bomba nucleare e ha fatto fluire fuori di sé tutte le sue emozioni che fino ad allora erano state nascoste.
Le sue braccia forti mi cingono la schiena. Bacio Rocher si scioglie sulla sua vittima. La sua bocca si stampa sulla mia, con una forza tale che quasi fa male. Ma questo male è il più bello del mondo. È la bomba nucleare più potente che sia mai stata creata, è – come si dice – una vera bomba. Una dolcissima bomba. Le sue mani calde dietro il collo sono il fumo a forma di fungo che lascia la bomba. Beh, l’immagine non è delle migliori. Diciamo che è la ciliegina sulla torta, così è più dolce.
Appoggia la nuca sulla mia e mi guarda ancora negli occhi. È strano come io riesca a sostenere il suo sguardo. “Beh..volevo riuscire a capire se tu sei innamorata di me”
Rettifico: le frasi che iniziano col beh non sono sempre un fiasco totale. Questa, ad esempio, è una frase che iniziata col beh ha decisamente il suo fascino.
“Volevo vedere se diventavi gelosa, se facevi le scenate anche di fronte a lei, se mi avessi preso a calci e pugni come fai a volte, se non mi avessi più parlato..”
Non capisco se sono innamorata di un ragazzo normale, o di un completo folle. E glielo dico. Lui scoppia a ridere. “Probabilmente di entrambi. A me basta sapere che tu pensi a me..”
Non credo che riuscirò mai a capire le strategie d’amore, ammesso che così si possa chiamare. Cioè, tu volevi sapere se io ero innamorata di te e allora che hai fatto? Ti sei messo con un’altra per 5 mesi, vacanze insieme, a letto insieme, ristoranti e uscite con gli amici insieme. Tutto questo per vedere la mia reazione?!
Devo rettificare un’altra volta: lui non è normale, è folle. Decisamente folle.
“Stronzo”
E stavolta sono io che lo prendo per il collo e trascino Bacio Rocher sulla mia bocca sorridente.
 
 
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