Suono di libertà

Il treno si fermò. Finalmente, dopo ore interminabili di viaggio,  il treno si fermò.
Aria fresca, vento fresco che le sfiorò il viso 
e le scompigliò i capelli lunghi.
Dopo molto tempo, come diceva Fabrizio de Andrè, si vede un solco lungo il viso, come una specie di sorriso.
Aveva finalmente ritrovato il suo sorriso.
 
Di nuovo aria fresca, vento fresco, aria di mare,
voglia di mare.
Uno zaino in spalla è tutto quello che aveva.
E tanta voglia di mare.
Voglia di acqua, voglia di nuotare, voglia di libertà.
 
Le infradito le stavano larghe e le davano un po’ fastidio, ma questo contò poco, quando la ragazza vide il mare.
Mare. Schiuma bianca. Azzurro. Blu. Blu intenso.
Voglia solo di buttarsi dentro in pieno.
 
Profumo di spiaggia, profumo di mare, profumo di sale,
profumo delle creme protettive.
Fruscio delle onde del mare che arrivano alla costa, pianto dei bambini piccoli in spiaggia, le urla del solito venditore di cocco, le risate pazze dei bambini che fanno i castelli di sabbia.
 
La ragazza era felice. Aveva ritrovato la libertà.
Quel giorno non ci fu tempo nemmeno per la sua musica.
Doveva ascoltare un altro suono.
Suono di Libertà.
 

 
 
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4 thoughts on “Suono di libertà

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