Non pensava che sarebbe dovuta assolutamente partire.

 

 
 
La ragazza non pensava che sarebbe dovuta partire.
Non lo avrebbe mai pensato quando era bambina, ma doveva farlo. Assolutamente.
E anche in fretta, subito. Quando si è bambini non si pensa a queste cose.
 
Una vecchia valigia marrone del papà trovata in soffitta tra i suoi ricordi.
La riempie con le sue cose più importanti.
Le sue poesie. I suoi pezzi di storia.
I suoi sogni. La sua musica.
Ammesso che la musica possa essere di qualcuno.
 
Un paio di pantaloni rossi.
Rossi come la voglia che aveva di viaggiare.
Anzi. Più che voglia di viaggiare, era voglia di scappare.
Scappare da un mondo che non sentiva suo.
Ci stava male. Le strade erano sempre troppo strette per i sognatori.
I grattacieli troppo alti, le negavano la vista del cielo.
L’asfalto troppo bollente e scottante per riuscire a camminare a piedi nudi.
 
Era una sera d’agosto e faceva caldo.
Godendosi il tramonto poco romantico dall’alto di uno di quei grattaceli
che non le lasciavano vedere il cielo,
le cadde una lacrima sulle guancie.
Decise che era ora di andarsene via da tutto e da tutti.

Simmy. 

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